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COREANDREA

 

Caro Fabio

ho riflettuto in questi giorni e alla fine ho ritenuto doveroso scriverti, da Consigliere Comunale ad ex Consigliere, oggi Deputato della Repubblica che sostiene l’attuale maggioranza di Governo. Lo faccio senza alcuna vena polemica o tentativo di gettare discredito su uno schieramento politico a me avverso, ma semplicemente perché credo fermamente che davanti all’interesse generale e in questo caso della comunità teramana le istituzioni tutte siano chiamate alla massima collaborazione, a prescindere dal proprio colore politico.
Sarebbe sciocco e forse arrogante da parte mia raccontare a te, che prima di me hai avuto l’onere e l’onore di siedere nei banchi del Consiglio Comunale della nostra Teramo, quale sia lo stato di salute della nostra città. L’onda lunga della crisi economica ha stretto nella propria morsa gran parte del tessuto commerciale e produttivo della nostra città; le precedenti amministrazioni hanno operato scelte, a mio modesto avviso, sbagliate quando non addirittura scellerate, che hanno pesantemente inciso sulla situazione economico-finanziaria del nostro bilancio comunale. A questo si è aggiunto il dramma del terremoto prima e dell’emergenza neve poi, che hanno avuto conseguenze drammatiche sul piano sociale e sul patrimonio edilizio sia pubblico che privato.
Teramo oggi viene considerata da molti in uno stato comatoso dal punto di vista economico, sociale e culturale: noi ci siamo candidati e abbiamo vinto la passata tornata elettorale accettando la sfida di ricostruire la nostra città, non solo dal punto di vista strutturale. È evidente però che questa sfida non può essere portata avanti solo dal Comune di Teramo, inteso sia come maggioranza che come minoranza, ma necessita dello sforzo e dell’impegno di ogni livello amministrativo e istituzionale.
Il “Bando per le Periferie” non era la panacea di tutti i mali, questo lo so bene: ma rappresentava linfa vitale per un territorio duramente provato come quello teramano: fondi destinati alla riqualificazione di zone periferiche, in una fase di profonda difficoltà anche contabile che rende quasi impossibili investimenti strutturali da parte del Comune, avrebbero dato ossigeno e permesso di avviare in parte la ricostruzione, fisica e non, e la riqualificazione di cui ha bisogno il nostro territorio.
A me poco importa oggi fare una battaglia partitica, poco importa attaccare il Governo giallo-verde su una scelta che ritengo scellerata, poco importa discutere sul chi ha votato cosa. Piuttosto credo sia mio dovere mettere in campo ogni azione possibile per recuperare quei fondi e destinarli ad interventi significativi, a volte decisivi, per i Teramani stessi.
E se per fare questo sarà necessario ridiscutere i progetti presentati fin ora, che so bene essere in fondo alle graduatorie, ma che comunque avevano ottenuto il finanziamento e che in qualche caso avevano già avviato il proprio iter, allora credo di poter parlare a nome di tutta l’amministrazione comunale: sediamoci e discutiamone.
Quello che ad oggi risulta insopportabile e dannoso è la scelta del Governo di scaricare sul livello istituzionale più vicino alle esigenze dei cittadini, ossia il Comune, una propria scelta politica funzionale a mettere in campo altri interventi economici come potrebbero essere la flat tax e il reddito di cittadinanza.
Oggi tu sei l’unico Deputato che proviene dalla nostra città e penso che il tuo ruolo non possa prescindere dal dialogo con il territorio e se necessario dal fare battaglie in sua difesa. Ripeto non per me, non per Gianguido D’alberto, non per la sua maggioranza, ma per Teramo e i Teramani.

 

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Andrea Core

Capogruppo Insieme Possiamo
Consiglio Comunale
Città di Teramo

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