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regione abruzzoAddio a quasi tutti i fondi Masterplan promessi all'Abruzzo? L'attuale governo ha bisogno di soldi per mettere in sicurezza le infrastrutture dopo il caso del ponte di Genova e quindi avrebbe intenzione di prenderli proprio dal "Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2025". Il governo pare voglia rimodularli  a spese dell'Abruzzo perché ha deciso di far pagare il conto alla nostra regione tagliando gli aiuti del Masterplan.

In sintesi, si riprende i finanziamenti a pioggia decisi dal precedente governo di centrosinistra grazie ai quali circa 250 enti, tra Comuni e Province abruzzesi, hanno già avviato progettazioni e stanno per aprire i cantieri. «L'effetto che il Decreto Genova avrà su centinaia di progetti sarà devastante», dicono dalla Regione dove ieri è letteralmente esploso il caso che manderà in fibrillazione i sindaci di quasi l'intero Abruzzo ed ha spinto il presidente vicario, Giovanni Lolli, a reagire convocando per domani una conferenza stampa che si annuncia piuttosto polemica.

La Regione infatti ha deciso di alzare barricate contro la decisione del Governo. Grazie al Masterplan potevano essere ristrutturati centri storici e antichi palazzi; messe in sicurezza strade franate, realizzate infrastrutture come la Fondovalle Sangro, o potenziati i porti di Pescara e Ortona; ma anche creata una funivia a Chieti dove è (anzi era) previsto anche il finanziamento dell'ex caserma Bucciante; e infine recuperato l'ex manicomio a Teramo insieme ai fondi per lo Zooprofilattico. Ma il taglio di 200 milioni di euro, dei 530 previsti, lascerà il 40 per cento di questi progetti solo sulla carta. È il decreto approvato per far fronte alle spese della tragedia del ponte Morandi a Genova a dirlo a chiare lettere. In parole semplici: il Governo ha deciso di anticipare i soldi per i lavori di messa in sicurezza dei viadotti di Strada dei Parchi, come ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ma leggendo l'articolo 16 del Decreto Genova si scopre che lo farà con un taglio che penalizza l'Abruzzo. L'articolo 16 comincia con questa frase: «Ai fini della prosecuzione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale A24 e A25...» vengono anticipati 250 milioni di euro previsti dal fondo per lo sviluppo e la coesione per le annualità che vanno dal 2021 al 2025.

Al comma "d" poi, si scopre come il Governo ha deciso di rimodulare i fondi: «Il medesimo fondo per lo sviluppo e la coesione è incrementato di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2025. Il Cipe provvede alla conseguente rimodulazione a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati nell'ambito dei Patti di sviluppo sottoscritti con le regioni Abruzzo e Lazio». Il comma "d" è chiarissimo: i Patti di sviluppo infatti si traducono con parola Masterplan. Non c'è ombra di dubbio. Con il taglio, l'Abruzzo perde 200 milioni di euro già impegnati, mentre il Lazio deve rinunciare a 50 milioni.Facendo pagare il conto agli abruzzesi è come se il Governo ritenesse regionali le autostrade A24 e A25 e non infrastrutture di valenza strategica nazionale, come invece ha fatto per il ponte Morandi dove i fondi sono statali.

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