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provincia 768x574All’indomani delle elezioni che hanno designato il candidato di Centro-destra quale Presidente della Provincia di Teramo, delle riflessioni vanno assolutamente fatte, perché il risultato ottenuto non è la sconfitta personale di un singolo candidato, piuttosto che un altro, ma rappresenta la debacle dell’ideologia di un intero Partito. Amarezza e delusione, sono questi i sentimenti che prevalgono.

“Amarezza” per il palese rifiuto da parte dei popolosi Comuni della Costa di riconoscere, quale rappresentante del territorio teramano, un Sindaco di un piccolo Comune della Montagna, come se l’indice demografico rappresentasse l’unità di misura per eccellenza della competenza e delle capacità gestionali di un Amministratore!

La Politica al servizio del cittadino prescinde dalla logica dei numeri, poiché quando si amministra con passione e operosità, non importa se lo si fa per mille o per trentamila persone, l’importante è ottenere dei risultati concreti per il bene del territorio e nell’interesse comune.

“Delusione” per la pessima immagine di sé che ha dato il Partito Democratico, in un momento già tanto difficile a livello nazionale, che ha perso l’occasione per dimostrarsi coeso e determinato a ricostruire la propria compagine, offrendo agli elettori un’alternativa valida e condivisa.

Intrighi e giochi di palazzo di vecchi notabili, mossi unicamente da insulse ripicche personali e dall’attaccamento alle poltrone, vendette private derivanti da invidie e gelosie verso chi ha saputo fare meglio e di più, hanno prevalso sul concetto di “buona politica” al servizio del bene comune e fondata sui principi di uguaglianza e omogeneità di trattamento di TUTTI i cittadini, sia che essi vivano in territori più ricchi di opportunità, ovvero in territori palesemente svantaggiati ma non per questo non meritevoli di essere rappresentati.

“Ripartire con Umiltà dalle piccole cose per arrivare a realizzarne di grandi”. Questo sarebbe dovuto essere l’obiettivo di un Partito in cerca di una nuova identità, che ormai, dopo il pasticcio delle elezioni provinciali, ha di fatto consegnato anche il Governo della Regione alla Destra e al Movimento 5 stelle.

A questo punto, se davvero si vuole continuare a parlare di Partito Democratico, ci si aspetta una risposta chiara e inequivocabile a quanto accaduto. Perché la SLEALTÀ dimostrata nei confronti della linea di Partito e la DISCRIMINAZIONE nei confronti dei territori più piccoli, sono azioni INACCETTABILI.

L’appartenenza ad un Partito presuppone condivisione di linee guida programmatiche e comunione di intenti. Uguaglianza, omogeneità, lealtà, correttezza, condivisione sono principi cardine della Politica di Centro-sinistra. Tali principi, in questa importante tornata elettorale, sono stati disattesi e addirittura traditi.
Per questo motivo è assolutamente necessaria un’azione concreta nei confronti di chi si è reso responsabile di tali condotte, lesive dell’immagine del Partito, tanto da minarne la credibilità nei confronti degli Elettori che hanno votato Sindaci appartenenti al Partito Democratico, i quali, a loro volta, non hanno saputo, o voluto, rispettare la volontà di coloro che rappresentano, comportandosi da “franchi tiratori”.

Urge una riforma interna, al fine di dare speranza a chi davvero vuole continuare a credere in una Politica di buone azioni e del fare, in una Politica di uguaglianza e pari opportunità, in una Politica fatta di ideologie e principi concreti, in una Politica vicina ai cittadini.

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