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Non si fermano a Teramo le polemiche per l’affaire Ruzzo. Oltre al Centrosinistra “dalbertiano” che, con il supporto del Pd, ha aspramente criticato le nomine e spinto undici Sindaci a lasciare l’assemblea, anche una parte consistente del Centrodestra Regionale (Quaresimale, Di Gianvittorio, Di Matteo) tuona contro la gestione politica del percorso che ha portato al rinnovamento del cda. E’ la Lega. che preannuncia, in virtù dell’avvenuta nomina di Fagotti, ex mandatario elettorale del sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis, un attacco frontale proprio a D’Annuntiis, con la richiesta al presidente Marsilio del ritiro dell’incarico e delle deleghe. L’atto di forza che ha visto la nomina di Fagotti (in foto sopra) quale terzo componente del cda, mentre si aperta la strada ad un possibile accordo trasversale Pd - Lega che avrebbe portato al Ruzzo un rappresentante “altro” rispetto alla governance uscente, non è andato giù al Carroccio, che adesso punta i piedi e minaccia la crisi in Regione pur di avere “vendetta”. Una vendetta che non sembra volersi fermare all’incarico di D’Annuntiis, ma spingersi oltre, fino a colpire quello che viene considerato il riferimento politico comune dell’attuale governance, ovvero quel Paolo Gatti che è in attesa della nomina alla Corte dei Conti. E qui la Lega annuncia il secondo passaggio del “redde rationem” post Ruzzo, visto che martedì alla capigruppo potrebbe essere formalizzata la richiesta ufficiale, da parte del gruppo salviniano e centrosinistra, di portare al voto del Consiglio ( il 28 gennaio) proprio la nomina di Gatti. Insomma, la questione Ruzzo sembra assumere, col passare delle ore, le dimensioni di un caso politico che va ben oltre via Dati.

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