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giovanniluzii“Abbiamo riflettuto alcuni giorni sulla scomposta conferenza stampa del Sindaco di Teramo di venerdì scorso e abbiamo anche riflettuto sulla scarsa considerazione che lui mostra di avere delle nostre Donne di Italia Viva, prima del suo Vicesindaco, lasciato insultare pesantemente nell’ultimo Consiglio Comunale dalla peggiore teppa e poi, ma solo in ordine di tempo, del Presidente del Ruzzo, bersaglio di non precisate e generiche aggressioni al limite della diffamazione.

Abbiamo anche riflettuto sul fatto che per la prima volta nella storia del nostro Paese un Sindaco decida, in maniera estemporanea e priva di confronto, chi sia o non sia più degno di appartenere alla sua maggioranza, che a ben ricordare lo ha prima sostenuto con forza (Teramo 3.0 detiene la sua primogenitura) e successivamente eletto. Ed è parimenti la prima volta che un Sindaco condivida una nuova scellerata esperienza di governo con due candidati sindaci, Giovanni Cavallari e Mauro Di Dalmazio, ai quali in campagna elettorale non aveva risparmiato accuse (e dai quali allo stesso modo ne aveva ricevute). Da un’indagine condotta sui Comuni capoluogo è impossibile riuscire a individuare un simile mostro triforme: è impossibile rintracciare l’unione, in una nuova maggioranza, di tre candidati sindaco avversi. Inoltre oggi strizza l’occhio anche ai 5
Stelle.

Abbiamo ancora riflettuto sull’ultima notizia (Governance Poll de “Il Sole 24 Ore” del 6.07.2020) che vede già tristemente il Sindaco ultimo nel gradimento fra i suoi quattro colleghi Sindaci di Capoluogo di Provincia della Regione Abruzzo (60esimo posto nella graduatoria nazionale), ma abbiamo anche riflettuto sulla sua presunta autorevolezza come Presidente Regionale dell’Anci, che, nonostante la sua ben nota vicinanza politica all’On.le Legnini, in qualità di Commissario Straordinario alla Ricostruzione, non ha impedito l’avvilente bocciatura da parte della Commissione Bilancio della Camera del pacchetto di misure e aiuti per le zone colpite dal sisma 2016. Di questo si sono accorti anche i suoi interlocutori istituzionali e tutti gli amministratori della provincia che osservano con sconcerto il suo proliferare di comunicati da presidente dell’Anci, ruolo che evidentemente gli piace di più di quello di Sindaco, perché probabilmente gli consente di proiettarsi in quella dimensione regionale a cui pensa sin dal giorno dopo la sua elezione. Tutti si sono accorti che non ha mai pensato a un secondo mandato da Sindaco, ma che il suo fine è la carriera politica sovracomunale.

Lo scrivono i Coordinamenti Comunale e Provinciale Italia Viva Teramo.

Avremmo voluto instaurare con lui un rapporto di massima collaborazione, sebbene l’immotivata e strumentale esclusione della nostra Vice Sindaca Maria Cristina Marroni abbia comportato una perdita di qualità nel suo esecutivo. Per queste ragioni con responsabilità e pazienza eravamo rimasti in maggioranza – anche senza ruoli in giunta, alla faccia di chi ci accusava del contrario -, perché volevamo rispettare il mandato conferitoci dai nostri elettori, ma abbiamo compreso, purtroppo soltanto oggi, che a dispetto del mantra con il quale D’Alberto ci vorrebbe convincere a ogni intervento pubblico che lui opera nell’interesse del cittadino, il suo unico fine è la sua personale carriera politica, e il tempo sarà galantuomo.

Se ne sono accorti i teramani che finora hanno visto il nulla sulla Teramo Ambiente che opera, ancora dopo due anni, senza un contratto, il nulla sul parcheggio a raso di Piazza Dante, il nulla sull’edilizia scolastica ferma al palo (salvo vuoti comunicati stampa), il nulla sugli espropri che consentirebbero di avviare il percorso di riqualificazione del Teatro romano, il nulla sulle infrastrutture (in primis il Ponte di Carapollo). A Teramo, a differenza degli altri comuni capoluogo abruzzesi, manca un calendario estivo di manifestazioni culturali. Le numerose mozioni presentate dai nostri consiglieri comunali, compreso il recente emendamento per inserire anche i sedicenni nei comitati di quartiere, sono tutte rimaste lettera morta. Tutti temi che erano cari a D’Alberto nel ruolo di oppositore, ma su cui indugia senza autorevolezza da Sindaco.

Ormai i cittadini hanno capito che le sue prediche morali e le sue letterine nascondono solo atteggiamenti personalistici e prepotenti, sotto il velo di una studiata e artificiosa bonomia, che rimandano solo a una doppia morale.

Assegniamo a questo breve ma sentito comunicato il compito di chiarire non a lei, ma alla nostra comunità che la disponibilità a sostenere la sua sgangherata maggioranza termina qui, mentre lui e i suoi emissari vecchi e nuovi esulteranno, noi stiamo già lavorando al futuro, per costruire assieme alle persone che vogliono davvero rifondare la nostra Città una nuova area contraddistinta dal riformismo, dal buon senso e dalla capacità progettuale, che sappia davvero interpretare le esigenze dei cittadini. Naturalmente le dichiarazioni del Sindaco di Teramo, mentre Italia Viva cercava di tenere aperto un dialogo con il Partito Democratico, peraltro politicamente titubante, avranno ricadute anche per le alleanze delle prossime amministrative”.

 

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