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Sui ritardi del presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, c’è una ricca aneddotica. È sempre in ritardo. Appartiene a quella tipologia di persone che, per vocazione genetica, non riescono ad arrivare in orario. Mai. Quelli del presidente divennero, anche, oggetto di mozione consiliare, ma non è cattiveria la sua, è solo che ha del tempo una percezione diversa. Tutta sua. Del tempo, e delle priorità. Prendete il caso di ieri: c’era da discutere in Provincia, del futuro della Gran Sasso Teramano e Di Bonaventura è arrivato in ritardo. Si dibatteva, come sapete, della sorte delle due stazioni turistiche invernali, cioè Prato Selva e Prati di Tivo (in realtà sarebbero tre, con San Giacomo, ma la Provincia finge di non saperlo). Eppure, è arrivato tardi. Anche stavolta. Era impegnato. Tra i prosciutti, nel tour che l’assessore regionale Liris e il sottosegretario D’Annuntiis hanno fatto, alla scoperta delle prelibatezze teramane organizzato dalla segreteria politica Fratelli D'Italia. Tra il futuro di chi vuole godere del piacere di scivolare sulla neve, e una fetta di prosciutto, che scivola in gola che è un piacere...Diego ha scelto. Ed è arrivato in ritardo.

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