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dignazio dalfonso chiodi_1 aula_1 Maggioranza in difficoltà nel Consiglio regionale di ieri: imprevisto stop alla legge di riorganizzazione dell'apparato amministrativo della Regione, che prevede la riduzione dei direttori (ora capi dipartimento) da dodici a sei e la nomina del direttore unico generale. Che la maggioranza non fosse più così compatta si era avvertito già qualche giorno fa in un’infuocata riunione. Il mal di pancia ha fatto sentire tutti i sintomi già dalle prime ore della mattinata di ieri: commissione Bilancio rimandata, aggiornata, rinnovata fino a sera, sotto lo sguardo perplesso dei 29 lavoratori del Cotir di Vasto, in attesa di uno stipendio da diciassette mesi. Le febbrili telefonate e i contatti dentro e fuori i corridoi dell'Emiciclo non riescono a sbloccare la situazione: il Consiglio che dovrà approvare la rivoluzione amministrativa dell'apparato burocratico viene rimandato al 14 agosto. A sera una nota dei consiglieri di maggioranza ribadisce l’impegno a far approvare la legge «che rappresenta l’inizio del cambiamento promesso agli abruzzesi». Ma le opposizioni attaccano. Per i grillini si tratta di «una pericolosa deriva autoritaria».

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