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marrone Pier Paolo Pasolini, cioè lo scrittore che abbiamo votato in segno di protesta lo scorso 12 ottobre come Presidente della Provincia, si rivolta nella tomba. Se è vero che la scrivente e gli amici consiglieri comunali di ambito provinciale hanno pubblicamente reso noto di dover diffidare della candidatura di Renzo Di Sabatino, è altrettanto vero che non era possibile immaginare un esordio alla presidenza così alieno dalla realtà.   Come primo atto della sua presidenza, Renzo Di Sabatino ha oggi accolto a colloquio il deputato dell’NCD Paolo Tancredi, subito dopo firmando e pubblicando un decreto con il quale si conferma l’incarico di Direttore Generale in capo all’attuale Segretario Generale Gianna Becci (incarico che dovrà essere remunerato con i soldi dei cittadini teramani). Lo scrive, Maria Cristina MARRONI, Consigliere comunale di Teramo.   Nella nostra proposta programmatica per la nuova Provincia, al punto n. 2, vi era l’esplicito “Impegno a non nominare più alcun Direttore Generale. E il nuovo Presidente ci ha preso in parola: dopo soli tre giorni in Provincia non ha esitato a rinnovare l’incarico più contestato della scorsa consiliatura. Se questo è il buongiorno, figuriamoci cosa possiamo aspettarci per il prosieguo!   Siamo costretti ad esprimere tutto il disagio e l’esecrazione del caso per un gesto che rappresenta l’ennesimo schiaffo in faccia a tutti coloro che soffrono gli effetti della crisi economica in atto.   Ma il capolavoro di coerenza Renzo Di Sabatino lo compie con riferimento al suo stesso programma provinciale.   Infatti, all’interno del suo documento programmatico si legge: 1) “L’organizzazione dell’Ente Provincia è chiamata a un salto di qualità nel segno dell’innovazione e della razionalizzazione dei costi. È iniziata alla grande la razionalizzazione. 2) “Affrontare il problema dei costi complessivi del personale, recuperando risorse sulle figure apicali”. Il recupero delle risorse dalle figure apicali è iniziato benissimo. 3) “Organizzazione e risorse per il personale saranno quindi determinati sulla base delle esigenze della collettività, e non più sottomesse a una vecchia logica, non più funzionale, autoreferenziale e burocratica”. Come è noto, le esigenze della collettività sono proprio quelle di poter avere un Direttore Generale alla Provincia, specie se di fiducia del centrodestra che ce lo ha messo dal 2009, conclude la Marroni.      

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