Dal 1° settembre il servizio scuolabus non sarà più gratuito. Le famiglie dovranno sostenere una retta annuale calcolata in base all’Isee, con tariffe comprese tra gli 80 e i 330 euro. Una novità che segna un brusco cambiamento rispetto al passato, quando il trasporto scolastico era garantito come supporto concreto al diritto allo studio. A contestare la decisione è il gruppo di opposizione SiAmo Colledara, composto dai consiglieri Gesidio Frale, Sabatino Di Leonardo e Angela De Sanctis, che punta il dito contro la delibera di giunta e contro «le numerose criticità nel settore scolastico» dell’amministrazione guidata dal sindaco Manuele Tiberii. «A Colledara – scrivono i consiglieri – il servizio scuolabus rappresentava non solo un aiuto economico, ma una necessità logistica per permettere ai bambini di frequentare regolarmente la scuola: è inaccettabile che si ragioni solo in termini di bilancio ignorando le conseguenze umane e sociali». L’opposizione segnala inoltre la mancanza di misure a sostegno della natalità e delle nuove residenze, ricordando che nel 2025 nel Comune sono nati soltanto sette bambini. Nel mirino anche i rimborsi ai membri della giunta e le difficoltà riscontrate negli edifici scolastici: «topi nell’infanzia di Ornano, problemi di riscaldamento a Villa Petto, infiltrazioni d’acqua nella secondaria e perfino negli scuolabus». Nella nota si legge infine la richiesta di una revisione delle tariffe, agevolazioni per le famiglie con più figli, maggiori possibilità di rateizzazione dei pagamenti e riduzioni per i bambini con esigenze speciali. «Ci auguriamo – concludono i consiglieri – che l’amministrazione riveda la propria posizione prima dell’inizio della scuola».