Scatta oggi in Abruzzo l’aumento dell’addizionale Irpef per i redditi sopra i 28.000 euro, misura decisa dal centrodestra a guida Marsilio per coprire il debito sanitario. Il provvedimento, che garantisce 40 milioni di gettito aggiuntivo destinato interamente alla sanità, ha dominato anche il dibattito sul bilancio regionale approvato il 30 dicembre, tra forti tensioni politiche. La manovra riduce l’aliquota all’1,67% fino a 28.000 euro, la porta al 2,87% tra 28.000 e 50.000 euro e al 3,33% oltre tale soglia. Secondo la maggioranza, l’aumento riguarda solo il 20% dei contribuenti e tutela l’80% degli abruzzesi con redditi più bassi. In aula, il consigliere di FdI Leonardo D’Addazio ha difeso la scelta come necessaria per evitare tagli agli ospedali e ha rivendicato una maggiore equità fiscale. Durissima la replica dell’opposizione, in particolare della consigliera M5S Erika Alessandrini, che ha accusato il centrodestra di aver aumentato le tasse per coprire i propri errori nella gestione della sanità, colpendo soprattutto il ceto medio. Uno scontro che conferma come l’addizionale Irpef resti uno dei temi più divisivi della politica regionale.

