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massimomarconialbaadriaticaLa maggioranza della sindaca Casciotti descrive un bilancio comunale “senza problemi”, ma i documenti ufficiali raccontano una realtà ben diversa. Il Piano degli indicatori e il parere del Revisore dei conti delineano infatti un quadro che va oltre la narrazione ottimistica, mettendo in evidenza criticità che non possono essere ignorate.

L’analisi degli atti contabili mostra come le entrate effettivamente incassate risultino inferiori alle previsioni e come la gestione della cassa sia caratterizzata da una costante tensione di liquidità. Il Piano degli indicatori, strumento pensato per misurare l’efficacia delle politiche di bilancio e la solidità finanziaria dell’ente, evidenzia dati preoccupanti che impongono un esame attento e privo di retorica.

A confermare questa lettura è anche il Revisore dei conti, che nel proprio parere richiama criticità non marginali nella gestione della liquidità e nella programmazione finanziaria. Il continuo richiamo alla necessità di un controllo costante dei flussi di cassa dimostra come l’equilibrio raggiunto sia più formale che sostanziale e come, in assenza di interventi strutturali, la situazione possa peggiorare nel tempo.

Guardando al triennio, emergono ulteriori elementi di fragilità: sono previste nuove accensioni di mutui per 4 milioni di euro nel 2026, 1,8 milioni nel 2027 e 500 mila euro nel 2028. Le opere vengono quindi finanziate quasi esclusivamente a debito, senza che vi sia una reale capacità di generare nuove entrate strutturali in grado di sostenere il futuro dell’ente.

Anche la gestione quotidiana presenta dati poco rassicuranti. Si incassa meno del 70% delle entrate correnti e circa il 60% delle entrate proprie, con un ricorso strutturale alle anticipazioni di tesoreria che supera i 6,8 milioni di euro l’anno. Un quadro che il Revisore invita a monitorare con particolare attenzione, ribadendo la necessità di prudenza.

Sul fronte degli investimenti, i numeri mostrano una spesa concentrata nel breve periodo: oltre 300 euro a cittadino nei primi due anni del triennio, che crollano a circa 50 euro nel 2028. Un andamento che segnala l’assenza di una visione organica e di lungo periodo.

A tutto questo si aggiunge la mancanza di nuove entrate strutturali e di attività capaci di produrre incassi stabili. I problemi, più che risolti, appaiono rinviati.

Nel dibattito pubblico continua intanto il riferimento alla “riqualificazione” come obiettivo centrale. Tuttavia, sotto gli occhi dei cittadini restano opere giudicate sbagliate o fortemente discutibili. Il lungomare è indicato come esempio emblematico: interventi costosi, finanziati a debito, che non hanno prodotto benefici economici concreti né una diffusa soddisfazione tra la popolazione, accompagnati da una perdita significativa del patrimonio arboreo e dall’utilizzo di materiali che mostrano segni di degrado a distanza di pochi mesi.

Secondo il gruppo consiliare firmatario, questa strategia ha privilegiato la quantità delle opere rispetto alla qualità e all’efficacia degli interventi, senza rispondere ai reali bisogni del territorio e senza costruire basi solide per il futuro.

«Questo bilancio è formalmente corretto, ma strutturalmente fragile – si legge nella nota – fondato su debito e anticipazioni, privo di una visione socioeconomica di lungo periodo. Lo dicono i numeri, lo confermano gli indicatori, lo ribadisce il Revisore dei conti. Basta propaganda».

Il documento si chiude con un appello alla trasparenza e a scelte amministrative responsabili: governare, sottolineano i firmatari, non significa costruire facciate appariscenti, ma assumersi il peso delle decisioni, evitando di scaricarne le conseguenze sulle generazioni future.

Gruppo consiliare – Massimo Marconi