×

Avviso

Non ci sono cétégorie

ass maristella urbiniTre anni di telecamere spente, un sistema di videosorveglianza fermo non per guasti tecnici ma per una scelta politico-amministrativa, e una città rimasta senza uno strumento considerato fondamentale per la sicurezza urbana. È la denuncia contenuta in una nota diffusa oggi, 11 gennaio 2026, da Forza Italia – sezione di Roseto degli Abruzzi, firmata dalla coordinatrice Maristella Urbini, all’indomani delle dichiarazioni dell’Amministrazione comunale sullo stato dell’impianto cittadino.

Secondo quanto riportato nel comunicato, sarebbe stata la stessa Amministrazione ad ammettere che lo spegnimento del sistema risale a circa tre anni fa ed è legato a ragioni amministrative e normative, in particolare all’adeguamento alle disposizioni europee in materia di privacy e GDPR. “Non vi è dunque alcun problema tecnico imputabile alla ditta installatrice né alcun tilt dell’impianto – si legge – lo spegnimento è stato ed è una scelta politico-amministrativa”.

Nel mirino di Forza Italia finisce soprattutto il mancato riavvio: “Gravissimo che dopo oltre tre anni l’Amministrazione non sia stata in grado di completare un iter ordinario per qualsiasi ente pubblico”, con il risultato che Roseto sarebbe rimasta priva della videosorveglianza mentre in città “cresceva il senso di insicurezza”.

Nel documento si fa inoltre riferimento a atti vandalici, aggressioni e danneggiamenti verificatisi in questo periodo, sottolineando che l’assenza di telecamere avrebbe inciso sull’individuazione dei responsabili. Un elemento che, secondo gli esponenti azzurri, “non può essere ignorato né minimizzato”.

Ma il punto ritenuto più critico riguarda i costi: “I cittadini stanno pagando, attraverso le risorse pubbliche, per un servizio che non viene reso”, circostanza che, secondo Forza Italia, violerebbe i principi di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa e determinerebbe “una responsabilità politica precisa”.

Da qui la richiesta di chiarezza: “È arrivato il momento che l’Amministrazione comunale assuma fino in fondo le proprie responsabilità politiche”, spiegando perché Roseto sarebbe rimasta senza videosorveglianza per tre anni e perché si sarebbe continuato a spendere denaro pubblico per un servizio non operativo.

Nel comunicato viene infine invocata una “seria riflessione politica”: chi ha avuto responsabilità dirette nella gestione “valuti le dimissioni o quantomeno un’assunzione di responsabilità chiara e pubblica”. “La sicurezza non è uno slogan – conclude la nota – è un dovere politico. E dopo tre anni di immobilismo, questo dovere è stato clamorosamente disatteso”.