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Il ritorno del Sindaco di Teramo all’assemblea dei sindaci di Ruzzo Reti dopo sette anni di assenza e l'intervento che segna una presa di posizione netta sul futuro dei servizi pubblici locali: dall’acqua ai rifiuti, fino all’ipotesi di una multiservizi provinciale capace di aggregare più società e costruire un fronte comune in vista delle riforme regionali in corso. Nel suo intervento il primo cittadino ha detto: “Dare una prospettiva” è stata la formula centrale del discorso: una prospettiva che, ha spiegato, deve essere costruita sulla difesa del territorio ma soprattutto sulla capacità del territorio di presentarsi unito e forte. Da qui la proposta, rivolta alla presidente di Ruzzo Reti e al Consiglio di amministrazione, di avviare immediatamente un percorso strutturato, mettendo sul tavolo una valutazione tecnica vera e propria: non soltanto un’idea politica, ma uno studio su fattibilità, strade giuridiche ed economiche, sostenibilità e modello di governance. Il sindaco ha evidenziato che “le idee possono essere tutte valide e belle”, ma senza fondamenta concrete rischiano di restare discussioni senza esito. Per questo l’obiettivo è far partire subito un tavolo tecnico, coinvolgendo oltre al Ruzzo e al suo Cda anche le altre società pubbliche del territorio: Teramo Ambiente, che negli anni ha realizzato investimenti considerati strategici; Poliservice, definita una realtà importante; e tutte quelle strutture che, in questo momento, attraversano difficoltà o vivono fragilità economiche e organizzative. Nella riflessione è entrato anche il tema dei “vuoti territoriali”: aree e comuni che non rientrano nelle compagini societarie, come quelli della Valfino e altri blocchi di amministrazioni che oggi non hanno rappresentanza piena, o non dispongono di un soggetto unico di riferimento. Ed è proprio sulla ricucitura di queste fratture che, secondo il sindaco, può giocarsi l’operazione multiservizi, capace di creare economie di scala e azioni virtuose mettendo in dialogo i servizi pubblici essenziali. Punto politico centrale, ribadito con forza: la gestione pubblica. Il sindaco ha parlato del “pubblico come valore enorme”, rivendicando la necessità di valorizzare ciò che il territorio ha costruito “molto meglio rispetto ad altri” e di difendere una governance che resti saldamente in mano alle comunità locali. Sulla stessa linea, ma con un’accelerazione sui tempi, l’intervento del vice sindaco di Mosciano Sant’Angelo Mirko Rossi, che ha chiesto un percorso rapido e permanente. Screenshot_2026-01-12_alle_16.52.28.pngRossi ha proposto che il tema multiservizi non venga affrontato episodicamente, ma con convocazioni continuative: un tavolo stabile, operativo, capace di arrivare entro pochi mesi a scenari concreti da discutere e portare in sede regionale. Il nodo, per Rossi, è anche quello delle scadenze. La riforma del servizio idrico, ha ricordato, dovrà procedere “a tappe forzate” e porterà entro giugno l’orientamento del Consiglio regionale sulla definizione dei sub ambiti. Questo significa che la provincia non può permettersi di arrivare impreparata o di attendere l’assemblea di bilancio come unico momento di confronto: serve invece un quadro preliminare prima dell’estate, con proposte variabili e opzioni praticabili, per rafforzare le posizioni del territorio. Rossi ha richiamato inoltre la situazione di alcuni blocchi di comuni: quelli dell’ex consorzio Piomba-Valfino, pari a circa il 15-16% della popolazione provinciale, che oggi non hanno una società di riferimento e nemmeno rappresentatività nella compagine del Ruzzo. Alcuni, ha osservato, potrebbero perfino scegliere sbocchi diversi in base alle possibilità normative, con riflessi diretti sugli assetti futuri. Il vice sindaco ha poi posto un ulteriore elemento di contesto: la riforma dei rifiuti e l’attuazione della legge 36/2013. Ha ricordato che a fine anno, in Consiglio regionale, è stata introdotta una modifica che elimina la prospettiva dei sub ambiti intraprovinciali: la dimensione minima diventa la provincia. Un passaggio, secondo Rossi, che chiarisce l’impostazione del legislatore regionale e che spinge ulteriormente verso una proposta unitaria della provincia di Teramo, anche sul fronte idrico. Conclusione operativa: “riteniamoci permanentemente convocati”. È l’indicazione politica che Rossi ha rilanciato ai sindaci, nella convinzione che il Ruzzo Reti – per ampiezza della compagine sociale, numero di Comuni aderenti e ruolo nel servizio – sia il soggetto naturale per coordinare o quantomeno promuovere il tavolo tecnico. Obiettivo dichiarato: costruire rapidamente uno studio e una piattaforma di proposta provinciale prima che la Regione definisca i nuovi assetti, per evitare che le scelte vengano subite e non governate.

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