
Nel dibattito sull’ipotesi di una società multiservizi provinciale, aperto durante l’Assemblea dei sindaci soci di Ruzzo Reti, è intervenuto anche il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, richiamando la necessità di riconoscere e valorizzare il patrimonio di competenze maturato nel tempo sul versante della gestione dei rifiuti, indicando Poliservice come esempio di governance e risultati “virtuosi”. Laurenzi ha premesso un elemento politico-territoriale: la provincia di Teramo, ha detto, ha storicamente avuto una “centralità” ed è giusto che continui a esercitarla, anche nella fase di riforma che sta ridisegnando ambiti e competenze dei servizi pubblici. Un concetto che – ha sottolineato – non rappresenta soltanto una posizione personale ma interpreta, a suo giudizio, il pensiero di molti amministratori. Il sindaco ha quindi portato l’esperienza dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata come modello di riferimento nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. “Virtuoso”, ha spiegato, non per caso ma per la presenza nel tempo di amministratori capaci, di una governance competente e attenta e per un’impostazione gestionale che ha prodotto risultati positivi nei bilanci. Nel suo intervento Laurenzi ha voluto ricordare anche il compianto direttore generale Ceci, collegando la qualità manageriale ai traguardi ottenuti. Da qui il punto politico: quel bagaglio di know-how deve entrare nel ragionamento sulla multiservizi. Laurenzi ha chiesto che, nel percorso che si intende avviare, ci sia un coinvolgimento diretto dei Comuni soci di Poliservice – sia attraverso l’Unione dei Comuni sia attraverso i singoli enti – rimarcando anche il ruolo di una componente rilevante legata alla COSV. Nel quadro delle prospettive, Laurenzi ha citato anche un altro percorso che definisce “molto significativo” in chiave futura: la possibile partecipazione alla gara ATEM per la distribuzione del gas, ritenuta una leva strategica nell’eventuale ampliamento dei servizi gestiti.
Il sindaco ha poi affrontato il tema dell’assetto societario di Poliservice: oggi società mista con partecipazione pubblica maggioritaria. Secondo Laurenzi, uno dei passaggi rimasti irrisolti negli anni – “l’unica pecca”, ha detto – è l’adeguamento al Testo Unico sulle partecipate (D.Lgs. 175/2016), con un riequilibrio della quota del socio privato. Attualmente, ha ricordato, la componente privata è al 27% e sono in corso ragionamenti su ipotesi di liquidazione del socio privato per trasformare Poliservice in una società interamente pubblica e consentire un affidamento diretto. Una strada, ha chiarito, complessa anche per ragioni legate alla gara a doppio oggetto del 1999 e alle scadenze connesse alla durata dell’affidamento, oltre alle possibili evoluzioni normative. Tuttavia, il sindaco ha evidenziato come sia in corso un confronto con i soci e con il socio privato per costruire una soluzione praticabile. Ed è in questo punto che Laurenzi ha legato direttamente Poliservice al progetto multiservizi: per i soci della società, ha detto, diventa “determinante” sapere con chiarezza quale scenario si intende costruire, chi farà cosa, e con quali strumenti. Da qui l’interesse a comprendere se l’obiettivo sia una fusione oppure la costituzione di una holding in grado di tenere insieme varie “ramificazioni” di servizi pubblici: non solo acqua e rifiuti, ma anche altri servizi ambientali e di pubblica utilità. Laurenzi ha condiviso la linea già espressa da altri sindaci sul valore anche “etico” della gestione pubblica dei servizi essenziali, come alternativa a percorsi che potrebbero portare a una privatizzazione. E ha sottolineato che, per realtà come Poliservice che hanno già avviato processi interni e ragionamenti strutturali anche onerosi, è essenziale conoscere in tempi brevi la traiettoria complessiva, perché lo studio tecnico proposto (tecnico-giuridico-economico) potrebbe risultare “dirimente” anche per decidere se accelerare o meno sul percorso di liquidazione del socio privato.
In chiusura, Laurenzi ha richiamato l’attenzione anche sui Comuni che oggi non partecipano a Poliservice né ad altri soggetti del settore, ma sono comunque importanti e non possono “stare alla finestra” in una fase di ridefinizione degli ambiti e degli assetti. Il messaggio finale è stato chiaro: la multiservizi può essere una grande opportunità per la provincia di Teramo, ma deve poggiare su scelte trasparenti, su tempi certi e su una governance inclusiva, capace di mettere a sistema competenze e esperienze già consolidate sul territorio.

