Un pomeriggio di festa e di emozione, a Teramo, per celebrare un traguardo straordinario. Ieri il sindaco Gianguido D’Alberto, accompagnato dall’assessore all’Anagrafe Pina Ciammariconi e dal consigliere regionale Giovanni Cavallari, ha portato personalmente gli auguri e il saluto della città alla centenaria Emilia De Iuliis, raggiungendo la famiglia per condividere un momento così significativo.
Per l’occasione, il primo cittadino ha consegnato alla signora Emilia una targa a nome dell’Amministrazione comunale, come segno di riconoscenza e vicinanza da parte dell’intera comunità.
Nata a Teramo, nella frazione di Collecaruno, in una famiglia di mezzadri, Emilia De Iuliis ha conosciuto presto il senso del dovere e della responsabilità: fin da bambina si è presa cura dei suoi sei fratelli, accudendoli mentre la madre lavorava nei campi e imparando a cucinare già in giovanissima età.
Nonostante fosse molto brava a scuola, le difficoltà del tempo non le permisero di andare oltre la terza elementare. Un limite solo formale, perché la curiosità e la voglia di imparare non l’hanno mai abbandonata: Emilia ha mantenuto per tutta la vita un forte interesse per il mondo scientifico, seguendo con attenzione programmi televisivi dedicati alla salute come Elisir e Medicina 33 e restando abbonata fin dagli anni Settanta alla rivista Medicina e Salute. Una passione riassunta nella frase che ripete spesso ai familiari, in dialetto: “a me le scienze m’ha simbre piaciute!”.
Accanto all’amore per la conoscenza, non è mai mancata la musica: Emilia è infatti grande appassionata di polka e musica popolare saltarella, passione condivisa con il marito Antonio, con il quale è sposata da 76 anni.
Mamma di sei figli, Emilia De Iuliis è anche nonna di 14 nipoti, 12 pronipoti e un trisnipote. Ieri ha festeggiato il suo compleanno circondata dall’affetto di parenti e amici, ricevendo anche l’omaggio ufficiale della città di Teramo attraverso la visita e gli auguri del sindaco.
Un secolo di vita che racconta la storia di una donna forte, curiosa e legata alle proprie radici: un esempio che oggi la comunità teramana ha voluto celebrare con gratitudine e affetto.

