
Dosso sì, dosso no. A Teramo torna al centro del dibattito la questione dei rallentatori di velocità rimossi in varie strade cittadine. A spiegare le ragioni dell’intervento, con un richiamo puntuale alla normativa vigente, è il consigliere comunale Franco Fracassa, intervenuto per chiarire perché i dossi siano stati tolti “tutti dalla strada” e quale percorso amministrativo abbia portato alla decisione. Secondo quanto riferito dal consigliere, tutto sarebbe partito da un esposto che ha attivato verifiche e controlli sulla regolarità dei dispositivi installati. Da quel momento, la macchina amministrativa avrebbe avviato una ricognizione complessiva che ne ha portato alla rimozione. Fracassa ha sottolineato come la rimozione non sia stata una scelta discrezionale, ma un passaggio reso necessario per garantire il rispetto delle regole: i rallentatori possono essere installati soltanto in presenza di requisiti tecnici precisi e in determinate condizioni, sia per quanto riguarda le caratteristiche strutturali (altezza, dimensioni, segnaletica), sia per la collocazione su tratti stradali idonei. In assenza dei parametri richiesti, ha ricordato, i dispositivi possono trasformarsi da misura di sicurezza in elemento di potenziale rischio e di irregolarità amministrativa. Il consigliere ha inoltre richiamato il tema delle responsabilità: dispositivi non conformi, installati senza le dovute procedure o non rispondenti ai criteri imposti dalla normativa, possono generare contenziosi e ricadute anche sul piano assicurativo e legale. Un aspetto che, a detta di Fracassa, avrebbe imposto una linea di intervento chiara e uniforme, portando alla rimozione generalizzata dei dossi oggetto di contestazione. La vicenda, intanto, continua a dividere cittadini e automobilisti. Da una parte c’è chi considera i dossi strumenti utili per contenere la velocità, soprattutto in prossimità di scuole, attraversamenti pedonali e aree residenziali. Dall’altra, c’è chi lamenta danni ai veicoli, rumore, disagi e installazioni giudicate “fuori norma”. Fracassa ha ribadito che l’obiettivo resta quello di coniugare sicurezza stradale e legalità, valutando eventuali soluzioni alternative o nuove installazioni, ma soltanto nel pieno rispetto delle regole previste. Dopo l’esposto e le conseguenti verifiche, la priorità – ha concluso – è stata mettere in regola la situazione e tutelare l’ente da possibili criticità.

