×

Avviso

Non ci sono cétégorie

DAMELIOSicurezza, identità e scelte politiche. È su questo intreccio che si accende il dibattito a Tortoreto, dove – secondo la minoranza – cresce la distanza tra la narrazione dell’amministrazione comunale e la quotidianità vissuta dai cittadini. A puntare il dito sono Libera D’Amelio, capogruppo di “Tortoreto al Centro”, e la consigliera comunale Martina Del Sasso, che in una nota parlano di “fase dissonante” e chiedono chiarezza sulla direzione futura della città, a partire dal tema della legalità e della sicurezza.

Nel mirino finisce soprattutto Tortoreto Alto, dove – sostengono le esponenti di opposizione – episodi ripetuti di disordine e situazioni di allarme avrebbero inciso in modo significativo sulla percezione di sicurezza e sulla tenuta del tessuto sociale. “Non si tratta di fatti isolati, ma di segnali che interrogano la capacità di governo del territorio e la continuità dell’azione amministrativa”, scrivono, chiamando in causa direttamente il sindaco Domenico Piccioni e la sua maggioranza.

Parallelamente, la minoranza contesta la scelta dell’amministrazione di enfatizzare il finanziamento per la riqualificazione del Palazzo Ex ECA delle Suore, presentato come un simbolo di rilancio culturale e identitario. “Un’operazione legittima sul piano formale – sottolineano – ma che rischia di rimanere puramente evocativa se non inserita in una strategia più ampia e coerente”.

A rendere il quadro “ancora più dissonante”, secondo D’Amelio e Del Sasso, sarebbe poi l’orientamento dell’amministrazione nell’accogliere e promuovere nello spazio pubblico iniziative rivolte a un pubblico adulto, con linguaggi ritenuti in contrasto con l’idea di cultura e comunità più volte richiamata dagli stessi amministratori. “Non è questione di moralità, né di legittimità amministrativa. È una questione di direzione”, ribadiscono.

Il documento insiste in particolare sul tema delle politiche giovanili e scolastiche: “Da anni si parla di scuola, di spazi di socialità e cultura come pilastri del futuro di Tortoreto, ma al netto degli annunci questi pilastri restano ancora privi di fondamenta concrete”. Secondo la minoranza mancherebbero spazi strutturati per i giovani, una visione compiuta sul sistema scolastico e una rete stabile di luoghi dove la cultura possa essere praticata e non solo evocata.

Da qui l’accusa di un modello di città “mai chiaramente definito”, fatto di scelte che si accumulano senza una visione complessiva, creando “confusione e smarrimento” e ampliando la distanza tra amministrazione e comunità. “Una città non può essere governata con simboli sovrapposti o messaggi contraddittori: la credibilità dell’azione pubblica si misura nella coerenza tra parole e fatti nel tempo”, scrivono.

La richiesta finale è netta: chiarezza sulla vocazione di Tortoreto, sulle priorità reali e sulle scelte che determineranno cosa la città vuole essere – e cosa non vuole diventare – oltre a “risposte immediate” sul fronte sicurezza. “Tortoreto al Centro continuerà a richiamare questa esigenza con rigore e continuità – concludono – perché legalità, cultura e futuro delle nuove generazioni non possono restare strumenti narrativi, ma devono tornare a essere criteri reali dell’azione amministrativa”.