«La relazione della Corte dei Conti al Parlamento sugli esercizi 2023 e 2024 certifica, nero su bianco, tutto ciò che il Partito Democratico e l’opposizione denunciano da anni sulla gestione disastrosa della sanità regionale da parte della Giunta Marsilio». È l’accusa del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che in una nota diffusa il 19 gennaio 2026 torna a puntare il dito sui conti della sanità abruzzese e sulle ricadute dirette per i cittadini.
Secondo Paolucci, i giudici contabili metterebbero in evidenza un elemento particolarmente grave: l’Abruzzo sarebbe «l’unica Regione in piano di rientro» a registrare «un peggioramento costante dei conti sanitari», con una gestione definita priva di governo e con dubbi marcati sulla sostenibilità dell’intero sistema sanitario regionale. Una valutazione che, sostiene il consigliere dem, smentirebbe anni di rassicurazioni arrivate dalla Giunta regionale.
«Quando abbiamo denunciato, Marsilio ha sempre detto che non era vero – afferma Paolucci – di fronte a questa nuova certificazione, non potendo negare, ci aspettiamo che risponderà che si tratta di dati vecchi». Un’osservazione che però, nella lettura del capogruppo PD, non cambierebbe la sostanza: «Saranno anche dati che fotografano anni passati, ma è su quello spaccato che oggi l’Abruzzo sta già pagando 40 milioni di euro di tasse in più e ne pagherà ancora per gli anni a venire».
Il nodo centrale, per l’esponente dell’opposizione, sta proprio nell’impatto sulle famiglie abruzzesi: mentre aumenta la pressione fiscale, peggiorerebbero prestazioni e servizi. Paolucci parla di «sanità che non funziona», con «servizi in calo, prestazioni ridotte, carenze di personale, liste d’attesa infinite, rinuncia alle cure e mobilità passiva in aumento». Un quadro che, sempre secondo il capogruppo PD, rappresenterebbe l’esatto contrario della situazione ereditata: «Una sanità che era a posto nei cinque anni di governo del centrosinistra, come attestano i dati», afferma, richiamando documentazione allegata alla nota.
Nel mirino anche i numeri del disavanzo: «Nel solo 2024 il disavanzo sanitario ha superato i 115 milioni di euro, poi rideterminato in oltre 112 milioni», sostiene Paolucci, sottolineando come questo abbia costretto la Regione a destinare stabilmente le maggiorazioni fiscali, IRPEF e IRAP, alla copertura delle perdite sanitarie. Per il capogruppo PD, dunque, «le tasse imposte agli abruzzesi non sono una scelta, ma il prezzo dell’incapacità di questa Giunta di governare la sanità».
Nella ricostruzione politica dell’opposizione, la relazione sarebbe inoltre severa su più aspetti: dalla programmazione giudicata fallimentare, con il Programma Operativo ancora mancante o in ritardo, fino ai livelli essenziali di assistenza ritenuti insufficienti soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza territoriale. Paolucci cita anche i ritardi nei pagamenti, con una quota rilevante di fatture saldate fuori tempo massimo e criticità più marcate in alcune ASL, oltre alle reti territoriali incomplete, ai nodi ancora irrisolti su RSA e accreditamenti e a cure domiciliari considerate non in linea con gli standard nazionali.
«Marsilio può continuare a dire che va tutto bene, ma la verità è che l’Abruzzo oggi paga più tasse per avere meno sanità», conclude Paolucci, definendo quella della sanità regionale «il fallimento politico più grave di questa legislatura» e richiamando anche la necessità di misure straordinarie: «Tant’è vero che il Governo è stato costretto a varare il salva-Abruzzo».

