L’Abruzzo investe nell’innovazione della ristorazione scolastica con #iomangioascuola, un progetto che punta a riscrivere il paradigma delle mense regionali unendo cucina di ricerca e ricerca scientifica, con l’obiettivo di migliorare qualità, sostenibilità e impatto sulla salute dei più giovani. La presentazione si è svolta oggi, lunedì 19 gennaio 2026 alle ore 11, nella Sala Ipogea, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo all’Aquila.
Il progetto è voluto e sostenuto dalla Regione Abruzzo e nasce in sinergia con l’Accademia Niko Romito, le Aziende Sanitarie Locali (ASL) della regione e il Comitato Regionale delle Università Abruzzesi (C.C.R.U.A.), per integrare linee guida nutrizionali, tecniche di preparazione innovative e validazione clinica degli effetti dei pasti sull’organismo.
Alla conferenza sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Marco Marsilio, lo chef e imprenditore Niko Romito, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, l’assessore alle politiche sociali, scolastiche e universitarie Manuela Tursini, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, insieme a esponenti del mondo accademico e sanitario: il professor Mauro Serafini (Università di Teramo), il professor Marco Giorgio Baroni (Università dell’Aquila), la professoressa Ester Vitacolonna (Università “d’Annunzio” Chieti-Pescara) e il direttore generale della ASL1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila Paolo Costanzi.
Attraverso un videomessaggio è arrivato anche il saluto del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, che ha espresso apprezzamento per #iomangioascuola definendolo un’iniziativa pilota destinata a fare da modello per l’intero Paese.
L’impianto del progetto affonda le radici nella Legge Regionale 26 novembre 2021, n. 22, che ha introdotto un quadro normativo per il miglioramento della ristorazione collettiva e scolastica in Abruzzo, individuando priorità strategiche fondate su sostenibilità, qualità alimentare e innovazione nelle tecniche di preparazione e distribuzione dei pasti. In questo contesto, la Regione ha riconosciuto il Campus di Ricerca e Alta Formazione Niko Romito come iniziativa centrale per sviluppare un modello capace di coniugare salute, benessere e tecnologie avanzate.
«Con #iomangioascuola l’Abruzzo diventa un laboratorio nazionale di innovazione nella ristorazione scolastica: mettiamo la stessa cura di un grande ristorante nelle mense dei nostri ragazzi, unendo gusto, salute e ricerca scientifica», ha dichiarato Marsilio. «È una scelta politica chiara: investire sul futuro dei giovani abruzzesi significa garantire loro ogni giorno cibo buono, sano e alla portata di tutte le famiglie, facendo della nostra regione un modello per l’intero Paese».
Tre i cardini fondamentali del progetto: la ricerca gastronomica condotta dall’Accademia Romito per applicare tecniche innovative coerenti con le linee guida delle ASL; la ricerca scientifica sviluppata in collaborazione con le università del C.C.R.U.A.; la formazione, con borse di studio e agevolazioni per l’accesso all’Accademia dedicate ai giovani residenti in Abruzzo.
A sottolineare il valore territoriale del progetto è stato Angelo Caruso, anche sindaco di Castel di Sangro: «Il progetto di alta cucina rappresenta un salto di qualità per l’intera ristorazione scolastica abruzzese, grazie a un modello innovativo che nasce e si struttura a Castel di Sangro, nel solco della grande tradizione gastronomica del territorio valorizzata anche da realtà formative d’eccellenza».
Il fulcro operativo della sperimentazione è il Metodo Niko Romito (MNR), protocollo che utilizza tecnologie come cottura in depressione, vapore controllato e salamoia per i vegetali, con l’obiettivo di aumentare il profilo organolettico e nutrizionale degli alimenti, migliorare la sostenibilità e ottimizzare la logistica delle preparazioni e del servizio. Secondo la presentazione del progetto, le cotture dolci riducono il calo di peso degli alimenti e, insieme al recupero degli scarti e alla standardizzazione dei processi, consentirebbero di mantenere alta qualità rispettando i budget tipici della ristorazione collettiva.


«Come cuoco, avverto una responsabilità immensa: il cibo è tradizione ma anche futuro, salute e sostenibilità. È uno strumento educativo potente, capace di trasformare la ristorazione collettiva», ha dichiarato Romito. «Grazie a tecniche innovative, abbiamo dimostrato che anche la ricetta più semplice può unire gusto e benessere. Sono onorato che la Regione Abruzzo abbia investito in questa visione e che il Campus sia riconosciuto come il motore di questo cambiamento: mi auguro che sia l’inizio di una vera rivoluzione».
Nel percorso di valutazione scientifica è stata condotta un’analisi, coordinata dal professor e tecnologo alimentare Roberto Luneia, attraverso il Rapporto Antiossidanti/Pro-ossidanti (R.A.P.), usato per misurare l’equilibrio tra molecole protettive e molecole che inducono stress ossidativo. I risultati presentati indicano che i piatti preparati con metodo MNR avrebbero un valore R.A.P. fino a 18 volte superiore rispetto alle cotture tradizionali, favorendo la conservazione di vitamine e antiossidanti e riducendo la formazione di sostanze nocive.
La successiva validazione clinica condotta dalle università abruzzesi avrebbe confermato diversi effetti: riduzione dell’indice glicemico dei pasti rispetto a menu standard, con minore impatto metabolico su insulino-resistenza e infiammazione postprandiale; risposta antinfiammatoria grazie alla migliore preservazione delle proprietà funzionali delle verdure; e modifiche nella regolazione genica con potenziali effetti anti-infiammatori.
Il progetto ha portato anche alla realizzazione di un manuale operativo con schede tecniche e ricette dettagliate, che resterà alla Regione come supporto integrativo per le future linee di indirizzo della ristorazione scolastica.
#iomangioascuola si inserisce infine nel più ampio percorso di ricerca e innovazione su nutrizione e benessere portato avanti dallo chef Romito e dal suo team, in una prospettiva multidisciplinare che mira a rendere misurabili e trasferibili su larga scala modelli alimentari capaci di coniugare qualità, salute, innovazione e accessibilità.

