Il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, sarebbe stato adottato dalla Giunta comunale due anni fa senza che la città ne fosse informata. La denuncia è arrivata in consiglio comunale per voce del consigliere Franco Fracassa, che ha portato il caso in aula, oggi pomeriggio, parlando apertamente di un atto approvato “nel silenzio generale”, senza un reale percorso di conoscenza e condivisione pubblica. Secondo quanto riferito dal consigliere, l’amministrazione comunale utilizzerebbe oggi il documento solo quando necessario, richiamandolo “a fasi alterne” a seconda delle esigenze del momento, senza che ci sia una piena trasparenza sul suo effettivo ruolo nella programmazione della mobilità cittadina. Fracassa ha inoltre puntato il dito sul costo dello strumento, definendolo “strapagato” e tornando sulla vicenda dell’affidamento alla società Heasy Help. Un incarico che, sempre secondo quanto denunciato in consiglio, sarebbe stato disposto su indicazione di Antonio Filipponi. Le accuse in aula hanno riacceso il dibattito sul tema della pianificazione urbana e sulla necessità di assicurare massima chiarezza nelle scelte strategiche dell’ente, soprattutto quando si tratta di strumenti destinati a incidere sulla viabilità, sui trasporti e sull’organizzazione complessiva della città. La vicenda ora si sposta sul terreno politico, con la richiesta di chiarimenti rivolta all’amministrazione: perché il Pums sarebbe rimasto di fatto “sconosciuto” ai più per due anni e quali siano stati, nel concreto, i passaggi amministrativi e gli atti che ne hanno accompagnato l’adozione.

