È un attacco durissimo quello che arriva dai banchi dell’opposizione contro l’amministrazione comunale di Teramo. Il consigliere comunale Franco Fracassa descrive senza mezzi termini un clima definito «da guerra interna» negli uffici comunali, puntando il dito contro il sindaco Gianguido D'Alberto e contro un modello di gestione che, a suo giudizio, avrebbe prodotto un vero e proprio collasso dell’assetto amministrativo. «È una vera e propria guerra all’interno degli uffici comunali – afferma Fracassa – e la cosa più grave è che non c’è più rispetto dei ruoli. Un dirigente è una figura fondamentale nell’organizzazione del Comune e dovrebbe essere messo nelle condizioni di lavorare con autorevolezza e serenità. Oggi questo non accade più». Secondo l’esponente di opposizione, il problema nasce da un sistema che il sindaco avrebbe di fatto legittimato: «Purtroppo il sindaco si è inventato un nuovo modello di anarchia: tutti possono dire, tutti possono fare. L’unica cosa che conta è che, quando si va in Consiglio comunale, si riesca a portare a casa il diciassettesimo consigliere favorevole. Ma questo ha prodotto un piccolo disastro nell’assetto amministrativo del Comune». Fracassa parla di una macchina comunale paralizzata, dove il caos organizzativo si riflette direttamente sulla città: «Cantieri bloccati, lavori che vanno a rilento da anni, situazioni che esplodono quotidianamente. Avete raccontato voi stessi di ambulanze che vengono e vanno ogni giorno. Questo succede perché non esiste più una catena di comando chiara e non c’è più rispetto per il ruolo amministrativo». Nel mirino finisce anche il rapporto, a suo dire ormai distorto, tra politica e apparato tecnico. «È sempre stato delicato il rapporto tra indirizzo politico e gestione amministrativa. Ma oggi siamo andati oltre: la politica è entrata in modo irregolare nell’aspetto decisionale e gestionale. Questo crea malumori, genera poteri che di fatto non esistono e rende i dirigenti sempre più vulnerabili». Un errore che, secondo Fracassa, pesa come un macigno sul futuro della città: «Questo è il vero male di Teramo. Nessuno svolge più il ruolo che dovrebbe svolgere. Il dirigente dovrebbe essere il punto di riferimento di tutti, soprattutto dei RUP, che hanno l’obbligo di riferire costantemente sullo stato dei lavori e sulle modalità con cui vengono portati avanti». Il quadro che emerge è quello di un Comune dove la gerarchia sarebbe stata cancellata: «La politica ha commesso un errore madornale nel tempo, smantellando questa struttura. Oggi tutti alzano la voce, e quando la voce non basta si arriva persino a chiamare l’ambulanza. È il segno di un sistema completamente fuori controllo». Parole che suonano come una vera e propria accusa politica e amministrativa, e che aprono uno scenario pesante sullo stato di salute del Comune di Teramo, chiamando direttamente in causa il sindaco e la sua maggioranza.


