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019ae214-f663-4983-93ac-6d20663ec7cb.jpegQuello che oggi sta vivendo Teramo non è una semplice fase di difficoltà, né una contingente emergenza logistica: è il risultato di un fallimento politico e amministrativo che dura da otto anni. Un fallimento che porta un nome preciso, quello del sindaco Gianguido D'Alberto, e della sua Giunta. Secondo il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, Luca Corona, la situazione ha ormai superato ogni livello di tollerabilità: «Dopo otto anni di governo, Teramo è senza una sede comunale, senza un teatro, senza una programmazione e adesso persino senza una sede dignitosa per il Consiglio Comunale. È una situazione vergognosa, figlia esclusivamente dell’incapacità politica del Sindaco e della sua maggioranza». Dal sisma del 2016 ad oggi, sottolinea Corona, l’amministrazione avrebbe prodotto solo annunci e promesse mai trasformate in fatti. I lavori di recupero della sede municipale non sono mai realmente partiti, nonostante impegni pubblici e ripetute rassicurazioni. Oggi, inevitabilmente, il conto viene presentato ai cittadini. Nel mirino finisce anche il progetto del cosiddetto teatro provvisorio. «Nell’agosto 2024 – ricorda Corona – il Sindaco, insieme all’ACS, annunciava in pompa magna un teatro da 500 posti, da tre milioni di euro, in zona Porta Madonna, con biblioteca, asilo e scuola dell’infanzia. Progetto presentato ufficialmente il 27 agosto. A distanza di mesi non esiste nulla: nessun progetto esecutivo, nessun cantiere, nessuna risposta. Solo propaganda». Ora, di fronte al vuoto lasciato da quegli annunci, la maggioranza avrebbe ipotizzato di realizzare il teatro provvisorio al Parco della Scienza, uno spazio già fortemente utilizzato, privo – secondo l’opposizione – di parcheggi adeguati e infrastrutture sufficienti. Una scelta giudicata tecnicamente sbagliata e politicamente irresponsabile. Ma il punto più grave, secondo Corona, riguarda la proposta di spostare il Consiglio Comunale nella sala consiliare della Provincia, in via Milli. «Una scelta umiliante, improvvisata e irrispettosa delle istituzioni. Quella sala è troppo piccola: non può ospitare tutti i consiglieri comunali né la Giunta al completo. È una mortificazione per chi rappresenta i cittadini e per la città stessa».

Il bilancio politico tracciato dall’opposizione è durissimo:

  • non esiste una sede comunale ricostruita;

  • non esiste un teatro;

  • non esiste neppure un teatro provvisorio, nonostante anni di annunci.

«Questa è l’eredità dell’amministrazione D’Alberto: caos, immobilismo e incapacità politica – conclude Corona –. Per il bene di Teramo, il Sindaco dovrebbe avere almeno il coraggio di ammettere il proprio fallimento e fare un passo indietro. La città è ferma, sfiduciata e allo sbando. Continuare così significa portarla definitivamente sul baratro».