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AUTOBUSTUA1Le Scriventi Organizzazioni Sindacali della Provincia di Teramo segnalano che, nonostante le rassicurazioni verbali fornite dalla Dirigenza e in particolare dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di TUA, ad oggi non è giunto alcun segnale distensivo nei confronti dei lavoratori delle sedi di Teramo e Giulianova. Al contrario, le scelte aziendali stanno producendo un evidente peggioramento sia delle condizioni di lavoro sia della qualità del servizio offerto ai cittadini.

Da mesi denunciamo, nell’ambito delle procedure di raffreddamento, una serie di criticità mai affrontate in modo concreto.

Le Subconcessioni di servizi affidati a soggetti privati che hanno prodotto, di fatto, un peggioramento della qualità del servizio con la presenza di pensionati alla guidal’utilizzo di autobus vetusti e inadeguati. I livelli di evasione tariffaria altissimi, che generano milioni di euro di mancati incassi per TUA e che appaiono di fatto tollerati dall’azienda, la quale non mette in campo azioni efficaci per contrastare il fenomeno.

Gravissima è inoltre la chiusura dell’officina di Giulianova, che non solo ha peggiorato le condizioni di vita e di lavoro di 7 lavoratori trasferiti forzatamente a Teramo, ma ha ricadute dirette e pesantissime sul servizio. Immaginiamo un autobus che si ferma lungo la costa teramana costringe utenti e lavoratori ad attendere per ore l’arrivo di un intervento di manutenzione proveniente da Teramo. Una situazione inaccettabile, soprattutto nel periodo estivo, quale messaggio vogliamo dare ai tanti turisti che affollano la costa teramana?

Ulteriore elemento di forte criticità è la riorganizzazione dei servizi sulla tratta Giulianova–Pescara: per percorrere appena 35 chilometri, gli utenti sono costretti a effettuare fino a tre cambi di autobus.

L’azienda invita i cittadini a utilizzare il treno come alternativa, ma questa soluzione è tutt’altro che semplice e praticabile: gli orari non coincidono e soprattutto, le 41 fermate del servizio su gomma non possono essere sostituite dal servizio ferroviario, che ne garantisce appena 5.

Chi non vive nelle immediate vicinanze delle stazioni ferroviarie viene, di fatto, escluso dal diritto alla mobilità. 

A tutto questo si aggiungono i tempi biblici dei lavori presso l’autostazione di Piazza San Francesco e come ultimo atto, l’ennesima rimodulazione dei turni di lavoro da parte della Direzione Esercizio che peggiora ulteriormente le condizioni economiche e lavorative dei dipendenti.

Ancora una volta si interviene sulle tasche di lavoratori che ogni giorno si alzano all’alba per garantire il funzionamento del trasporto pubblico locale.

Riteniamo questo ulteriore accanimento, per certi versi anche ritorsivo, assolutamente non accettabile. 

Siamo di fronte a un sistema dei trasporti che arretra, che va nella direzione opposta rispetto ai modelli moderni di mobilità e che penalizza lavoratori, cittadini e territorio.

Per tali motivi confermiamo e chiediamo ai lavoratori la massima adesione allo sciopero di 24 ore proclamato per il giorno 6 febbraio e di partecipare al Presidio che si svolgerà sotto il Palazzo dell’Emiciclo della Regione Abruzzo a L’Aquila.

Filt Cgil                                 Fit Cisl                      Uil Trasporti                                    Faisa Cisal