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«Il mancato riconoscimento dell’Unità Operativa Complessa al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Teramo, insieme alle scelte che negli ultimi mesi hanno colpito la Psichiatria del capoluogo, rappresentano decisioni incomprensibili e profondamente sbagliate, che penalizzano eccellenze della sanità pubblica e colpiscono direttamente i cittadini». È quanto dichiarano Simona Mazzilli, segretaria comunale di Azione Teramo, e Alessio D’Egidio, capogruppo in Consiglio comunale, intervenendo sulle recenti scelte di programmazione sanitaria regionale che interessano l’Ospedale Mazzini di Teramo. «Si tratta di provvedimenti che, seppur formalmente distinti, vanno nella stessa direzione: ridurre il peso e la centralità di servizi sanitari strategici nel capoluogo provinciale, senza una visione complessiva, senza un confronto trasparente e senza tenere conto dei reali bisogni del territorio – spiegano –. Il rischio concreto è quello di compromettere la capacità di risposta a patologie complesse, di aumentare i disagi per pazienti e famiglie e di indebolire l’attrattività dell’intero presidio ospedaliero».Screenshot_2025-11-13_alle_11.59.06.png

Secondo Azione Teramo, sia il declassamento di Malattie Infettive sia il ridimensionamento della Psichiatria rappresentano un arretramento sul piano della tutela della salute pubblica. «Parliamo di reparti che svolgono una funzione essenziale in un contesto segnato da fragilità crescenti, dalle recenti emergenze sanitarie e da un aumento del disagio sociale e psicologico. Invece di rafforzare questi presìdi, si sceglie di ridurli, con effetti che rischiano di essere strutturali e non temporanei».

Il movimento chiede quindi ai rappresentanti di maggioranza della Giunta regionale e del Consiglio regionale di rivedere le scelte adottate, aprendo un confronto serio basato su criteri oggettivi, dati reali e fabbisogni sanitari effettivi. «La programmazione sanitaria non può essere guidata da logiche meramente contabili: serve una visione d’insieme che metta al centro il diritto alla salute e la qualità dei servizi».

«La difesa del reparto di Malattie Infettive e della Psichiatria di Teramo rappresenta una scelta di responsabilità verso l’intera comunità – conclude Azione Teramo –. L’eventuale mancata tutela di questi presìdi sanitari ricadrà interamente sulle responsabilità di chi oggi governa. Su questi temi Enio Pavone, capogruppo di Azione in Consiglio regionale, seguirà personalmente la vicenda nelle sedi istituzionali, mantenendo una posizione ferma e coerente nell’interesse dei pazienti, degli operatori sanitari e del futuro della sanità pubblica abruzzese».