«Protezione Civile regionale: si tagliano gli straordinari anche sui progetti UE. Una scelta miope che penalizza lavoratori e Regione». Lo sostiene il consigliere regionale del Patto per l’Abruzzo, Giovanni Cavallari, intervenendo sulla recente disposizione del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile che esclude il riconoscimento delle ore di straordinario per il personale impegnato in trasferte e progetti nazionali e internazionali. «Si tratta di una decisione grave, incomprensibile e politicamente sbagliata – afferma Cavallari –. Ancora più grave è la motivazione addotta: la carenza di organico e le ristrettezze di bilancio. Una giustificazione che non regge, soprattutto quando si parla di progetti finanziati dall’Unione Europea, che prevedono coperture economiche dedicate e non incidono sul bilancio ordinario dell’Agenzia». Secondo il consigliere, la scelta finisce per scaricare sui lavoratori le difficoltà organizzative dell’ente, negando il riconoscimento economico di attività svolte fuori sede, spesso in contesti complessi e ad alta responsabilità. «Ma il danno – sottolinea – non è solo economico». «Questa decisione rischia di produrre un effetto ancora più grave: la progressiva perdita di esperienze, competenze e relazioni internazionali costruite negli anni dal personale della Protezione Civile regionale. La partecipazione a progetti europei e missioni internazionali non è un benefit, ma un investimento strategico», prosegue Cavallari, ricordando che tali attività consentono di acquisire know-how avanzato, confrontarsi con modelli organizzativi innovativi, rafforzare la capacità di risposta del sistema regionale e costruire reti di cooperazione fondamentali nelle emergenze. Per l’esponente del Patto per l’Abruzzo, disincentivare la partecipazione significa «isolare la struttura, impoverirla professionalmente e renderla meno competitiva nei bandi europei futuri», in contraddizione con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la Protezione Civile proprio mentre le emergenze climatiche e ambientali diventano più frequenti e complesse. «È paradossale – aggiunge – che, mentre si denuncia la carenza di personale, si adottino misure che demotivano chi ogni giorno garantisce operatività, competenza e rappresentanza della Regione in contesti nazionali e internazionali». Cavallari ricorda infine che le organizzazioni sindacali hanno già chiesto un confronto urgente, ritenendo la disposizione discutibile sul piano contrattuale e dannosa su quello strategico e politico. «La Protezione Civile non può essere gestita con provvedimenti punitivi e lineari. Servono scelte lungimiranti, rispetto per il lavoro svolto e una visione che valorizzi – e non mortifichi – le professionalità interne. Su questo punto non faremo passi indietro», conclude.


