Un dialogo diretto, a tratti serrato, segnato dalle domande e dalle preoccupazioni degli studenti. Questa mattina il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, ha partecipato all’assemblea d’istituto delle liceo classico Delfico - Montauti , incontrando i ragazzi oggi dislocati tra il campus della Cona, il “Forti”, il “Pascal” e le strutture modulari. Al centro del confronto, i tempi dell’adeguamento sismico del palazzo storico di piazza Dante e la scelta — vissuta come provvisoria ma ormai prolungata — della sistemazione alla Cona. Rispondendo alle sollecitazioni, D’Angelo ha ricostruito il quadro tecnico e amministrativo degli interventi, legati all’Ordinanza commissariale Sisma 2016 del 31 dicembre 2021, che ha affidato al Governo, tramite Invitalia, la gestione delle gare per le scuole delle quattro regioni colpite. Per il Delfico è previsto un investimento di oltre 18 milioni di euro. La progettazione, attualmente in corso, è stata aggiudicata al raggruppamento ATI Project srl / Eutecne srl, mentre i lavori sono stati affidati alla Lucci Salvatore Impresa di Costruzioni di Napoli. «Nessuno di questi procedimenti ha visto la Provincia come soggetto attuatore — ha spiegato il presidente — noi forniamo supporto amministrativo alle imprese incaricate. Parliamo di lavori complessi su un edificio storico e di tempi che non sono stati determinati dall’ente». D’Angelo ha riconosciuto i disagi vissuti dalla comunità scolastica, ma ha ribadito l’assenza di alternative praticabili alla collocazione alla Cona: «Siamo sul territorio ed è giusto che ci chiediate conto. Siamo consapevoli delle difficoltà che state affrontando insieme a docenti e famiglie. Possiamo intervenire per migliorare logistica e qualità degli spazi, ma la scelta della Cona è stata obbligata: non ci è stato offerto alcun sito alternativo».

Il cronoprogramma iniziale prevedeva la conclusione dei lavori a luglio 2028. Tuttavia il sequestro dell’edificio disposto dalla magistratura — contro cui la Provincia ha presentato tre ricorsi, tutti respinti — ha rallentato l’iter. Oggi il Convitto è affidato in custodia alla dirigente scolastica Daniela Baldassarre e ogni sopralluogo richiede autorizzazione del tribunale. «Da tecnico, prima ancora che da presidente, ritengo che il Delfico tornerà agibile per tutte le scuole non prima di quattro o cinque anni», ha affermato D’Angelo.
Nel dibattito gli studenti hanno toccato anche i temi della rappresentanza, della partecipazione e del ruolo della politica. Al termine dell’incontro il presidente ha ringraziato i ragazzi «per questo momento di confronto» e li ha definiti «una vera palestra di partecipazione e di esercizio della politica nel senso più nobile».
Proprio sul coinvolgimento studentesco si inserisce il progetto provinciale finanziato dal bando UPI “ProvincexGiovani”, che prevede percorsi di coprogettazione con gli studenti. Una prima riunione con la Consulta provinciale è fissata per il 25 febbraio. Tra le possibili azioni, anche interventi sul disagio giovanile: la chiusura improvvisa del Delfico, è stato ricordato, ha inciso profondamente sulla vita e sull’equilibrio degli studenti e potrebbe diventare uno dei nodi progettuali da affrontare.

