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Gianluca Pomante L'interesse mostrato per l'ex Oviesse esclusivamente da imprenditori che vorrebbero trasformare l'area in un grande magazzino analogo a quello esistente a Piazzale San Francesco, dimostra l'assoluta incapacità di valorizzare Teramo, a dispetto dei proclami e delle affermazioni di principio. E se questo accade in centro, figuratevi nei quartieri limitrofi e nelle frazioni. Il tentativo di convincere un imprenditore ad investire su locali da ristrutturare, anche ad un prezzo invitante, non poteva che destare l'interesse di chi all'immagine non dà alcun peso, come un discount o un grande magazzino, giacché per una grande firma l'investimento sarebbe stato comunque eccessivo. I timori dei teramani - soprattutto dei titolari dei negozi limitrofi - che vedono in tale affidamento il definitivo tramonto di Corso San Giorgio, sembrano quindi prendere consistenza. Non si comprende la ragione per la quale il Comune sia così sordo ai numerosi solleciti pervenuti dagli artisti (Enrico Melozzi e Grazia Scuccimarra in testa) per destinare quei locali a laboratori e servizi tecnici per lo spettacolo che contribuirebbero a sostenere ogni espressione culturale teramana e la stagione teatrale in particolare. Non si comprende la ragione per la quale il Comune sia sordo a chi aveva suggerito di affidare quei locali alle numerose associazioni artistiche teramane, che avrebbero potuto concentrare le loro attività nel centro cittadino, animarlo, cambiarne continuamente l'aspetto per accogliere ogni volta i visitatori in modo diverso, organizzare mostre e spettacoli, costituire un'attrazione di cui avremmo estremo bisogno. Non si comprende la ragione per la quale il Comune sia sordo perfino  alle richieste delle associazioni dei commercianti, che in più di un'occasione hanno proposto di frazionare gli spazi e trasformare l'area in una galleria commerciale, da concedere in locazione a canoni agevolati per incentivare la ripresa delle attività in centro. Se anche si volesse considerare solo l'aspetto economico della vicenda - tralasciando i vantaggi per la città di una riconversione in chiave artistica e l'indotto che determinerebbe - il suggerito frazionamento (ad esempio in 15 locali da 100 metri quadri, lasciando 500 mq di spazi comuni, da cedere in locazione, a canone agevolato, a 1.000 Euro mensili ciascuno, prevedendo, magari ulteriori agevolazioni sui tributi locali), porterebbe nelle esangui casse del Comune la considerevole somma di 15.000 euro mensili, per un totale di 180.000 euro l'anno. Ai cittadini ogni considerazione sulle capacità di questa Amministrazione. Io, scherzando, posso dire di aver finito le parole. Mi son rimaste solo le parolacce. ;-) Gianluca Pomante Consigliere Comunale

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