VIDEO-FOTO/ FRANA SILVI, LA CITTÀ CHIEDE RISPOSTE: ARRIVA LO STATO DI EMERGENZA NAZIONALE, L'ANNUNCIO DURANTE IL CONSIGLIO DAL DIRETTORE VINCENZO RIVERA
Una comunità ferita, che chiede chiarezza, responsabilità e interventi concreti. È il clima che si è respirato nel consiglio comunale straordinario di Silvi, convocato oggi pomeriggio dopo la violenta frana che ha colpito il territorio, lasciando dietro di sé paura, danni e interrogativi ancora aperti. A farsi portavoce del malcontento sono stati i consiglieri di opposizione, tra cui Giuseppe Gentile e Vito Partipilo, che hanno sollecitato risposte puntuali al sindaco e alla Regione, chiedendo conto delle azioni intraprese e di quelle ancora da mettere in campo per la sicurezza della città. Dal fronte istituzionale, è intervenuto il capo della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli, che ha spiegato come il presidente della Regione, Marco Marsilio, fosse impegnato a Roma al Consiglio dei Ministri proprio per ottenere il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.
Riconoscimento che, nel corso della seduta, è stato confermato ufficialmente dal direttore della Regione Abruzzo, Vincenzo Rivera. Un passaggio decisivo che consentirà l’accesso al fondo nazionale per le calamità e l’attivazione di procedure straordinarie per affrontare l’emergenza. Rivera ha ricostruito il percorso avviato dalla Regione: dalla delibera di giunta che ha dichiarato lo stato di calamità regionale fino alla richiesta formale al Governo, corredata da un dossier tecnico con i primi fabbisogni. Una ricognizione iniziale che ha già superato i 66 milioni di euro tra interventi urgenti, assistenza e messa in sicurezza, destinata però a crescere sensibilmente.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, che ha voluto chiarire il perimetro delle responsabilità. “La Provincia non ha competenze sui versanti – ha sottolineato – che spettano per legge alla Regione. Noi possiamo intervenire su strade e scuole, e lo faremo, ma solo dopo che le aree saranno messe in sicurezza dagli enti competenti”. D’Angelo ha però assicurato l’impegno dell’ente, ricordando gli oltre 600 interventi effettuati nelle ultime settimane e le numerose criticità registrate sulla rete viaria, ribadendo la necessità di risposte rapide e coordinate per evitare ulteriori danni alla comunità.
Momento particolarmente toccante quello dell’intervento di Scelli, che ha ripercorso le ore drammatiche dell’emergenza, tra evacuazioni, crolli e il tentativo, anche umano oltre che tecnico, di salvare abitazioni e attività. “Dietro ogni casa ci sono affetti, ricordi, vite – ha detto – e ogni decisione va condivisa con chi vive quel dolore”. La frana di Silvi diventa così non solo una questione tecnica, ma una ferita collettiva che chiama in causa istituzioni, responsabilità e tempi di intervento. E mentre si apre la fase dell’emergenza nazionale, la città resta in attesa di risposte concrete e rapide, per ricostruire non solo ciò che è crollato, ma anche la fiducia dei cittadini.