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d'alfonso regione "E' stata una Pulcinellata. Venire a Sulmona in quel modo, senza rispetto delle istituzioni è stato sbagliato e avventato. Un comportamento che va condannato come vanno condannati gli atteggiamenti di violenza messi in atto da alcuni componenti del comitato contro la chiusura del punto nascita di Sulmona". Dopo gli insulti e le spinte di Sulmona, per il presidente della Regione,Luciano D'Alfonso, arrivano anche le bacchettate del sindaco, Giuseppe Ranalli. Per il sindaco, soprattutto alla luce della protesta da parte dei cittadini che c'era stata giovedì scorso nel corso del consiglio regionale dove la maggioranza è andata sotto proprio sui punti nascita, il governatore e commissario regionale alla Sanità, doveva venire a Sulmona in maniera istituzionale portando delle proposte concrete. "Noi in Comune non sapevamo nulla - prosegue il primo cittadino - e sfidare in quel modo la folla, ribadendo che il punto nascita sarà chiuso, è stato molto pericoloso. Noi, però, non molliamo e lotteremo fino alla fine perché il punto nascita di Sulmona sia salvato così come il nostro ospedale". Il sindaco Ranalli ha quindi, annunciato che chiederà al direttore generale della Asl, Giancarlo Silveri, il rispetto dell'accordo di programma sottoscritto alcuni mesi fa, che prevede la realizzazione del nuovo blocco operatorio tra cui la sala parto, per una spesa di 10 milioni di euro e la realizzazione del nuovo blocco ospedaliero i cui lavori sono già iniziati. "Come Comune abbiamo investito delle consistenti risorse economiche tra espropri e opere di urbanizzazione", conclude Ranalli, "e se non sarà rispettato il programma sottoscritto, invieremo tutta la documentazione alla Corte dei Conti".

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