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Fanno paura, ma forse forse si conoscevano già  i dati sulla mobilità passiva che incorona Teramo come quella che reigstra il cartellino nerissimo tra le Asl abruzzesi. Infatti, l’Asl di Teramo detiene il primato di mobilità passiva: quarto posto in Italia per tasso di emigrazione (24,4%), in pratica un Teramano su quattro va oltre confine per farsi curare preferendo le vicine Marche.  Lo dice la Ragioneria dello Stato per l’anno 2014. Numeri che, secondo quanto riferito della Spi Cgil, costano all’Asl 48 milioni di euro ogni anno, cifre influenzate anche dalle lunghe liste di attesa (due anni per una risonanza magnetica alla schiena) e dal deficit di attrezzature diagnostiche. Per fare un esempio, tra il 2011 e il 2012 (dati dal piano della performance), la mobilità passiva toccava 23.462 utenze, contro le 20.875 dell’anno successivo, di cui quasi il 60 % in regime extra mentre il restante in intra. La  quasi totalità della mobilità riguarda la popolazione del distretto di Sant’Omero. Buone notizie invece per l'Aquila, una Asl che fornisce risposte e piace ai suoi residenti. Intanto per Ferragosto dopo un ultimo giro di consultazioni, la Regione assicura che sarà scelto il nuovo manager

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