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"Ci rammarichiamo che altre Organizzazioni Sindacali hanno scelto strade diverse ed ancora oggi chiedono, per fare una semplice conciliazione, il 10% per gli iscritti e il 20% per i non iscritti. Noi non abbiamo mai speculato sui diritti dei lavoratori, fin dal primo momento abbiamo messo le nostre strutture, compresi gli avvocati, al servizio dei dipendenti in forma gratuita senza far guadagnare familiari o simili, altre sigle possono dire altrettanto?". E' il passaggio al vetriolo di Amedeo Marcattili, FP CGIL, Andrea Salvi FP CISL e Alfiero Di Giammartino per la  FPL UIL diretto al Nursind, del segretario provinciale Gianluca De Zolt, che nei giorni scorsi ha rammentato la vittoria in Tribunale per 110 infermieri per il riconoscimento del diritto alla retribuzione dei 10 minuti impiegati, prima e dopo il turno di lavoro, per indossare e togliere la divisa. Cgil, Cisl e Uil, all'indomani dell'accordo sottoscritto con la Asl per la monetizzazione dei tempi pregressi e la previsione della retribuzione futura per tutti gli infermieri, in una nota congiunta tengono a precisare che: "Da più di due anni la FP CGIL- FP CISL- FPL UIL  hanno posto il problema alla ASL, chiedendo la conciliazione, alla luce di un orientamento consolidato della Magistratura, al fine di evitare un sperpero di denaro pubblico all’Azienda ( se la ASL avesse deciso di andare in causa) e teso al riconoscimento di un diritto dei dipendenti. Con l’accordo del 17 novembre abbiamo raggiunto due obbiettivi: ai lavoratori vengono riconosciuti i tempi di vestizione-svestizione sia per il futuro che per il passato; l’Azienda risparmia spese legali di eventuali cause, queste risorse possono essere impiegate per dare risposte ai cittadini". Le tre sigle sindacali invitano "tutti i dipendenti a rivolgersi alle scriventi per far valere il proprio diritto, non fidarsi di chi pensa di voler  speculare sui bisogni e sulle giuste rivendicazioni dei lavoratori". E così una battaglia vinta in Tribunale si trasforma in una guerra tra sindacati. ospedale_teramo

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