Il vostro articolo su un pomeriggio al pronto soccorso, mi riporta con la mente ad un passato di tre anni fa quando in quello stesso ospedale ho fatto più di 6 accessi in un anno per i miei genitori.
Ho perso mia madre e dopo quasi 7mesi mio padre proprio in questo ospedale e il dolore torna alla mente perché molto spesso al di là delle situazioni di stress e di chi ormai usa un pronto soccorso come guardia medica per cose banali, bisogna sempre osservare le varie situazioni soggettive e mai sottovalutare.
Nel mio caso forse, specie mio padre poteva salvarsi, già al primo accesso invece solo quando la situazione era ormai irreversibile gli è stato garantito un ricovero in reparto ma solo qualche ora prima della morte.
La riflessione che va fatta è che spesso si crea un sistema che non consente di distinguere casi gravi da quelli meno gravi proprio perché non ci sono filtri che permettono questa distinzione e si rischia di banalizzare vere urgenze.
ROBERTO IANNETTI

