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terzolottomazzini"Prenderà avvio mercoledì 4 febbraio alle ore 10.00 uno sciopero della fame pacifico promosso per solidarietà al Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale “Mazzini” di Teramo e a tutte le specialità sanitarie, con l’obiettivo di tutelare la dignità professionale del personale sanitario e il valore del servizio sanitario pubblico. L’iniziativa si configura come una forma di protesta civile, silenziosa e rispettosa, priva di qualsiasi carattere violento e senza alcuna interferenza con il regolare svolgimento delle attività ospedaliere, l’accesso dei pazienti o il lavoro del personale sanitario.
  Nei primi giorni, i partecipanti saranno presenti davanti e all’interno del Lotto Tre (ex Sanatorio); nei giorni successivi, la presenza si sposterà davanti e all’interno del Primo Lotto.
La modalità della protesta sarà statica, ordinata e limitata, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e del delicato contesto ospedaliero.
  Tra le prime adesioni allo sciopero della fame, oltre al promotore dell’iniziativa e scrivente, figurano:
  Valdo Di Bonaventura, ex assessore alle Manutenzioni del Comune di Teramo e già protagonista dello sciopero della fame del 2013 per la rete oncologica;
 Graziella Cordone, assessore all’Ambiente del Comune di Teramo, anch’essa tra i partecipanti allo sciopero del 2013;
 Stefano Matteucci, segretario regionale UGL Salute.
  Sono inoltre previste le adesioni di solidarietà di ex pazienti e alcune visite istituzionali, tra cui quella del Stefania Di Padova, vice sindaco di Teramo; Marilena Rossi, Consigliera regionale, impossibilitata a partecipare nella giornata di mercoledì, ha già confermato la propria presenza per giovedì 5 febbraio.
  I promotori dell’iniziativa dichiarano fiducia nella possibilità che il Piano aziendale della ASL di Teramo possa recuperare la UOC di Chirurgia di Sant’Omero. Diversa e più critica appare invece la situazione del Reparto di Malattie Infettive del Mazzini di Teramo, reparto che ha rappresentato un’eccellenza durante l’emergenza Covid-19 e che ha continuato a essere ritenuto un reparto indispensabile. 
 Secondo i promotori, le recenti scelte organizzative — in particolare l’istituzione di nuove UOC amministrative, ritenute lontane dalle linee guida regionali — rischiano di compromettere l’eccellenza del reparto, mettendo seriamente in pericolo la permanenza della D.ssa D’Alonzo, prossima alle dimissioni.
 Tutto ciò avviene alla vigilia della presentazione del nuovo ospedale, un progetto dal costo di diverse centinaia di milioni di euro. Una scelta che, secondo i promotori, continua a privilegiare il contenitore rispetto al contenuto, trascurando il valore umano e professionale delle strutture sanitarie esistenti.
 Per queste ragioni, e per scongiurare le dimissioni della D.ssa D’Alonzo, a partire da mercoledì 4 febbraio i partecipanti daranno avvio allo sciopero della fame fino a quando non ci saranno rassicurazioni ufficiali sul reparto, sulla unità operativa complessa e sulla permanenza d.ssa D'Alonzo. 
 
 
Giancarlo Falconi