La Asl di Teramo ha trasmesso ieri all’Agenzia sanitaria regionale e agli uffici competenti della Regione Abruzzo la proposta definitiva di atto aziendale. Un documento che punta a confermare l’attuale assetto della rete ospedaliera, mantenendo lo “status quo ante” e salvaguardando un’organizzazione che negli ultimi anni ha prodotto risultati rilevanti in termini di qualità dei servizi, efficienza delle strutture, efficacia delle cure e riduzione della mobilità passiva. Tra i punti qualificanti della proposta figura il mantenimento della Unità operativa complessa di Chirurgia generale all’ospedale di Sant’Omero, considerata una priorità strategica. Il presidio rappresenta infatti un vero e proprio avamposto di “frontiera” al confine con la regione Marche, con un ruolo decisivo nel contrasto alla migrazione sanitaria verso altre regioni. Nel biennio 2023-2024 si è registrato un significativo incremento della produzione chirurgica a Sant’Omero e il trend positivo risulta confermato anche nel 2025, come evidenziato dai dati del Piano nazionale esiti (Pne). Numeri che rafforzano la scelta aziendale di consolidare la presenza di una Uoc in questa sede. La proposta di atto aziendale tiene inoltre conto di una peculiarità del territorio teramano: l’assenza totale di strutture sanitarie private, sia accreditate sia non accreditate. Di conseguenza, l’unico erogatore di prestazioni in regime di ricovero resta il servizio pubblico, con la necessità di garantire una rete ospedaliera solida e capillare. L’assetto delineato prevede una rete aziendale dell’assistenza chirurgica generale fondata su due pilastri ai confini nord e sud della provincia – gli ospedali di Sant’Omero e Atri – dove dovrebbero permanere due Uoc. Alla zona costiera, con l’ospedale di Giulianova, è invece assegnata l’attività aziendale di day surgery, One Day Surgery e Week Day Surgery, concentrata in una Uosd dedicata. Al presidio hub spetterà tutta la chirurgia di altissima specializzazione e la chirurgia robotica, all’interno di una specifica Uoc. Secondo l’azienda sanitaria, questa articolazione in rete delle attività chirurgiche rappresenta il più efficace baluardo contro la mobilità passiva, come dimostrano gli ultimi dati disponibili, e costituisce la base per continuare a migliorare l’offerta assistenziale a beneficio dei cittadini del territorio.

