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malattie_infettive.jpgLa dottoressa Antonella D’Alonzo continuerà a guidare l’Unità semplice a valenza dipartimentale (Uosd) di Malattie infettive dell’ospedale di Teramo. La conferma è arrivata al termine di un incontro tra la direzione strategica aziendale e la stessa professionista, durante il quale è stata ribadita la volontà di proseguire un percorso condiviso che dura ormai da oltre un decennio. L’assetto dell’unità operativa, dunque, non cambia. A chiarirlo è il direttore generale Maurizio Di Giosia, che smentisce categoricamente le voci circolate nelle ultime ore su presunti ridimensionamenti o addirittura chiusure del reparto. «Le Malattie infettive erano Uosd e restano Uosd – sottolinea –. Non esiste alcun progetto di declassamento né tantomeno di soppressione. Si tratta comunque di una struttura dotata di autonomia gestionale e pienamente inserita nelle strategie aziendali». Di Giosia evidenzia inoltre come l’unità di Teramo rappresenti una realtà di eccellenza nel contesto regionale. Durante l’emergenza Covid, ricorda, il reparto ha avuto un ruolo determinante, riuscendo a individuare il primo caso positivo in Abruzzo e distinguendosi per gli esiti clinici favorevoli, nonostante l’elevato numero di pazienti seguiti. Proprio per questo motivo l’azienda ha avanzato la proposta di trasformare la Uosd in Unità operativa complessa (Uoc).

«La partita non è chiusa – aggiunge il direttore generale –. Chiederemo alla Regione di rivedere i parametri oggi utilizzati, che si basano su un decreto ministeriale del 2015, precedente alla pandemia. Il contesto sanitario è profondamente cambiato: le emergenze infettivologiche si ripresentano con frequenza, alcune patologie considerate debellate stanno ricomparendo e cresce la minaccia legata alla resistenza agli antimicrobici. Tutti elementi che rendono logica una qualificazione in Uoc, al pari delle altre strutture regionali».

Dal canto suo, la dottoressa D’Alonzo rassicura cittadini e pazienti: «Il reparto esiste, continuerà a esistere e farà sempre del proprio meglio per garantire un’assistenza di qualità al territorio. Ringraziamo la popolazione per la fiducia e la stima dimostrate».

L’unità operativa dispone attualmente di 17 posti letto, di cui due in day hospital, ed eroga prestazioni specialistiche per pazienti affetti da Hiv e Hcv, anche in regime ambulatoriale tramite Cup di secondo livello. È centro di riferimento aziendale per i percorsi diagnostico-terapeutici in collaborazione con Serd, Medicina penitenziaria e strutture di accoglienza per migranti, oltre che per la gestione delle infezioni da batteri multiresistenti.

La struttura è inoltre il primo centro regionale inserito nel registro nazionale per la somministrazione della terapia Prep (profilassi pre-esposizione all’Hiv) e negli anni 2023 e 2024 ha avviato oltre cento trattamenti eradicanti per l’epatite C nei Serd aziendali, in linea con il Piano nazionale di eradicazione.