
La riunione del comitato ristretto dei sindaci della ASL di Teramo, convocata oggi, ha certificato una frattura politica netta tra i primi cittadini di centrodestra e quelli di centrosinistra. Un confronto che, più che produrre soluzioni, si è tradotto in tensioni, accuse reciproche e in un documento solo forse condiviso, destinato ora ad approdare dopodomani sul tavolo della commissione regionale di vigilanza.
Il clima si è fatto particolarmente acceso durante il botta e risposta tra il sindaco di Teramo, apparso visibilmente nervoso in videoconferenza mentre era alla guida del suv bianco del Comune, e il sindaco di Giulianova, che ha stigmatizzato apertamente quella che ha definito propaganda politica inutile. Un riferimento diretto all’atteggiamento di D’Alberto, accusato di aver usato il tema della sanità più come terreno di scontro politico che come occasione di confronto concreto. Non è mancato, da parte dello stesso primo cittadino giuliese, il richiamo al passato recente: quando D’Alberto ricopriva il ruolo di presidente del comitato ristretto, non avrebbe mai convocato l’organismo né promosso un vero dibattito sui problemi strutturali della sanità provinciale. Segnale evidente di un incontro finito fuori controllo è stato l’abbandono anticipato della riunione da parte dei direttori della ASL presenti, un gesto che fotografa meglio di qualsiasi verbale il livello di tensione raggiunto e la difficoltà di tenere insieme una governance sanitaria già fortemente indebolita. Ora la palla passa alla Regione. Resta da capire se la commissione di vigilanza saprà andare oltre un documento fragile e una riunione fallita, o se anche questo passaggio istituzionale finirà per essere l’ennesima occasione persa per affrontare davvero i nodi della sanità teramana. Confermato nell'atto aziendale in ripresentazione: la Uoc di Chirurgia di Sant'Omerom niente da fare per la Uosd di Infettivi al Mazzini.

