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Si è sfiorata la rissa oggi in Commissione di Vigilanza in Regione, presieduta da Sandro Marini. Al centro del confronto l’atto aziendale della Asl di Teramo, ma il dibattito è rapidamente degenerato in uno scontro acceso tra il direttore generale Maurizio Di Giosia e il direttore Pierluigi Cosenza direttore dell'agenzia sanitaria regionale. Parole dure, accuse reciproche e urla in aula, con battibecchi che hanno coinvolto anche Marilena Rossi e Dino Pepe, fino alla sospensione dei lavori per circa mezz’ora nel tentativo di riportare la calma.

Di Giosia ha ricostruito i passaggi amministrativi, parlando di una lettera firmata dal dottor Pierluigi Cosenza e da Barbara Morganti (protocollo 3725), con riferimento alle disposizioni della Giunta nella fase attuativa. «In quell’occasione – ha spiegato – alla presenza dei collaboratori ho telefonato per chiarire come dovevamo comportarci, in particolare sul coordinamento amministrativo ospedaliero e sull’incarico in area ematologica, che restava valido fino a scadenza. Dopo quell’interlocuzione abbiamo deliberato l’azione della direzione, senza ricevere ulteriori comunicazioni». Il direttore della Asl di Teramo ha poi rivendicato la legittimità dell’atto aziendale: «Il nostro atto è passato. È stato già oggetto di osservazioni dell’Agenzia  Sanitaria. Teramo rappresenta un quarto della popolazione regionale, parliamo di circa 117.500 abitanti rispetto ai 299 mila di Pescara. Le strutture vanno organizzate nell’ambito della legge». Il momento più critico si è registrato quando Cosenza ha dichiarato: «Mi dovete proteggere per la mia incolumità». A quel punto Di Giosia si è alzato lasciando l’aula, mentre Cosenza ha annunciato l’intenzione di presentare denunce.

La seduta è poi ripresa, ma il clima è rimasto teso, con la vicenda dell’atto aziendale che si conferma terreno di scontro politico e amministrativo.PHOTO-2026-02-12-12-53-48.jpg