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no_other_land_locandina.jpgio_sono_ancora_qui_locandina2.jpgdreams_sfondo.jpgdreams_locandina.jpgno_other_land_sfondo.jpgDue Premi Oscar, l’Orso d’oro di Berlino e la Coppa Volpi di Venezia nella proposta
di aprile di Alternativa Cinema, la rassegna d’essai della multisala Smeraldo di
Teramo, giunta alla 32esima edizione, curata dalla giornalista culturale Anna
Fusaro. Quattro i titoli in calendario fino al 24 aprile, in doppia proiezione alle 17,30
e alle 21,30. Biglietto 6 euro.
Primo film in scaletta, giovedì 3 aprile, è il documentario “No Other Land”
(Palestina-Norvegia, 2024, 95’), diretto, montato e prodotto da un collettivo
formato da palestinesi e israeliani: Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor,
Hamdan Ballal. Il film ha vinto l’Oscar 2025 per il miglior documentario e l’anno
prima a Berlino il massimo riconoscimento nella stessa categoria e il premio del
pubblico. Nell’arco di quasi cinque anni il giovane palestinese Basel Adra e il
giornalista israeliano Yuval Abraham documentano con telefonini e videocamere
la distruzione del villaggio natale del primo, Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte
dei soldati israeliani dell’Idf per costruire al suo posto un’area di addestramento
militare. Un'ingiunzione della Corte suprema di Israele ha infatti respinto un
ricorso pluridecennale degli abitanti del villaggio contro la decisione, non
riconoscendo l'esistenza di Masafer Yatta sebbene essa sia attestata sulle carte
geografiche fin dall’Ottocento. Il film è stato ultimato nel settembre 2023, poco
prima dell’attacco del 7 ottobre di Hamas in territorio israeliano, al confine con la
Striscia di Gaza. Da allora le demolizioni si sono intensificate, accompagnate
dall’assalto di coloni armati. Il film, pur essendo realizzato anche da israeliani, è
stato vietato in Israele. Recentemente uno degli autori, il palestinese Hamdan
Ballal, è stato picchiato dai coloni e arrestato, e poi rilasciato, dall’Idf.
Giovedì 10 aprile la rassegna prosegue con “Dreams” (Norvegia, 2024, 11’) di Dag
Johan Haugerud, fresco vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino. Quando la
17enne Johanne (Ella Överbye) si innamora della sua insegnante di francese, il
confine tra sogno e realtà diventa evanescente. Per dare ordine ai suoi sentimenti,
Johanne inizia a scrivere un diario in cui tradurre il proprio sentire in parole, diario
che fa leggere alla madre e alla nonna. Dapprima turbate, le due donne presto si
rendono conto delle doti letterarie della ragazza e il diario diventa il punto di
partenza per un confronto generazionale su amore, desiderio, libertà di
espressione.
Il Premio Oscar 2025 per il miglior film internazionale, “Io sono ancora qui”
(Brasile-Francia, 2024, 137’) di Walter Salles, è in calendario giovedì 17 aprile.
Brasile, 1971: il Paese è da sette anni sotto la dittatura militare. A Rio de Janeiro la
famiglia Paiva, l’ingegnere ed ex deputato laburista Rubens (Selton Mello) con la
moglie Eunice (Fernanda Torres) e i loro cinque figli, vive con ironia e affetto,
condividendo la quotidianità con amici e parenti. Ma un giorno Rubens viene
prelevato dalle autorità per un interrogatorio e non fa più ritorno. Eunice inizia una
solitaria battaglia per la verità, carcando di mantenere unita la famiglia e
reinventandosi per proteggere i figli e disegnare per loro un futuro diverso da
quello prospettato dalla società.
Giovedì 24 aprile ecco il dramma familiare “Noi e loro” (Francia-Belgio, 2024, 120’)
delle sorelle Delphine e Muriel Coulin, presentato in concorso all'81ª Mostra di
Venezia, dove Vincent Lindon ha vinto la Coppa Volpi per la migliore
interpretazione maschile. A Villerupt la vita domestica del 50enne operaio delle
ferrovie Pierre (Lindon), che ha cresciuto da solo due figli maschi dopo la morte
della moglie, va in crisi quando il primogenito Fus (Benjamin Voisin) si avvicina a
gruppi di estrema destra dopo che il fratello minore Louis (Stepan Crepon) è partito
da casa per andare a Parigi a studiare alla Sorbonne. Alla deriva, Fus diventa
sempre più chiuso e affascinato dalla violenza, fino a unirsi a gruppi estremisti che
rappresentano principi opposti a quelli del padre.