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Screenshot_2026-01-18_alle_17.13.22.pngScreenshot_2026-01-18_alle_17.04.51.pngUn pomeriggio pensato per i più piccoli, ma capace di coinvolgere tutta la città. La piazza, oggi, si è riempita di bambini, mamme, papà e nonni, trasformandosi in un grande spazio di festa dove sorrisi, musica e colori hanno preso il posto della routine quotidiana. Al centro dell’attenzione l’esibizione di Lucilla, finalmente recuperata dopo il rinvio per maltempo dell’Epifania scorsa.

È stata una di quelle giornate “semplici”, ma dal valore enorme: niente effetti speciali, nessuna ricerca della spettacolarizzazione a tutti i costi. Solo un appuntamento costruito attorno alle famiglie, alla voglia di stare insieme e di vivere la città in modo leggero e positivo. E la risposta è stata evidente: la piazza era piena, partecipata, viva.

Dalle prime ore del pomeriggio l’area ha iniziato ad animarsi. I bambini hanno occupato ogni spazio disponibile, con gli occhi puntati sul palco e l’entusiasmo tipico di chi aspetta un momento speciale. Genitori e familiari hanno accompagnato l’evento con lo stesso trasporto: tra applausi, video girati con i cellulari e cori improvvisati, si è respirata l’atmosfera di una piccola comunità riunita.

La musica di Lucilla – amata dai più piccoli, capace di trascinare anche i grandi – ha fatto il resto. Un concerto che ha riportato al centro l’idea di intrattenimento come occasione di incontro, non solo come spettacolo.

Non è mancata anche una riflessione politica. “Sono questi gli eventi da fare, non Sfera Ebbasta”, ha commentato un noto esponente del centrosinistra, sottolineando la differenza tra manifestazioni costruite per un pubblico di nicchia e quelle pensate per includere davvero la città. Un messaggio che si lega anche al tema del concertone di fine anno: “Va ripensato – ha aggiunto – perché quello scorso ha dimostrato che così non funziona”.

Oggi, invece, a parlare sono stati i fatti: entusiasmo, partecipazione, famiglie presenti, clima sereno. Una piazza piena non per caso, ma perché l’evento ha intercettato un bisogno concreto: offrire momenti accessibili, condivisi, adatti a tutte le età. Una festa che ha lasciato il segno e che, per molti, è un modello da cui ripartire.

FOTO E VIDEO: ALESSANDRO NERI