Il Teramo, domenica, ha dilagato contro il Termoli, in una gara dominata sul piano del gioco e sul piano delle finalizzazioni. La Samb ha vinto agevolmente a Senigallia, grazie al solito Eusepi. In classifica, sono ancora nove i punti che separano i biancorossi dai marchigiani. Nel precedente articolo, abbiamo azzardato un’ipotesi di aggancio del Teramo. Oggi, tentiamo un’analisi più verosimile. Per scaramanzia.
Ipotizziamo che il Teramo vinca le cinque gare rimanenti, compreso lo scontro diretto contro la Samb, collezionando così 15 punti. I biancorossi chiuderebbero la stagione a 71 punti. Di contro, per i marchigiani ipotizziamo 3 vittorie in casa contro Sora, Termoli e Civitanovese e 2 sconfitte in esterna (Teramo e Fermana).
Se così fosse i marchigiani vincerebbero il campionato per soli 3 punti. Impossibile, anche dinanzi ad una stagione strepitosa, non pensare al bicchiere mezzo vuoto. E’ la natura umana, che sospinge l’animo verso mete più elevate, anche quando sarebbe più ovvio e comodo accontentarsi di ciò che si è e di ciò che si fa.
D’altro canto, però, è comprensibile che il tifoso teramano ambisca al calcio professionistico. Un altro calcio, per certi versi un altro sport, altre emozioni. Soprattutto in termini di ristoro morale, dopo le stagioni di Promozione e di Eccellenza che, con tutto il rispetto, sono ranghi calcistici che non possono sollecitare le corde di chi viaggiò verso il San Paolo di Napoli, o verso il Ferraris di Genova.
E non si pensi che arrivare secondi significhi un passo in avanti per la prossima stagione. Tutti sanno che sarà un’altra storia, rispetto alla quale è necessario iniziare a lavorare sin da ora.
Al Teramo, molto probabilmente e, ad eccezione di naufragi in casa Samb, mancheranno pochi punti per la vittoria del campionato.
I marchigiani non sono il Real Madrid, sono solo una buona squadra, con una società resa sempre più solida dai floridi incassi conseguiti grazie ai 5000-6000 tagliandi staccati ogni domenica. E non si dica che, essendo il Teramo una matricola, va bene così. Non scherziamo, con sofismi offensivi per la storia del calcio biancorosso. Basta vedere la storia del novanta percento delle formazioni del girone F di serie D. Ci auguriamo che il viatico di questa stagione ridesti tutti coloro che sono appassionati di calcio, attraverso il rafforzamento dell’organico societario, che sta facendo molto bene, attraverso la conferma dello staff dirigenziale e tecnico, attraverso la conferma immediata di quei giocatori, e non ne sono tanti, che hanno fatto realmente la differenza. Infine, un accorato appello alla costruzione di un settore giovanile che, quantomeno, sia in grado, non di lanciare calciatori in serie A o B, ma quantomeno in grado di far giocare - nella massima serie dilettantistica - ma pur sempre dilettantistica, ragazzi delle leve calcistiche del 2007, 2008e del 2009. E non per dovere di regolamento, ma perché è necessario disporre di ragazzi giovani in grado di reggere un campionato di vertice. Quest’anno, neppure un solo minuto per i ragazzi della Juniores, a riprova di valutazioni tecniche che non siamo in grado di valutare, ma che confermano la nostra considerazione. Senza schierare giovani a costo zero, la sostenibilità del calcio è molto difficile, sempre più difficile.
GIGIRRIVA