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Non un semplice appuntamento accademico, ma un momento di confronto civile e scientifico su uno dei temi più drammatici dell’attualità. È il senso dell’incontro “Conseguenze della guerra nucleare sulla salute e sui servizi sanitari”, svoltosi ieri mattina all’Hotel Sporting e promosso dalla sezione teramana dell’Unuci insieme al Lions Club Teramo, con l’alto patrocinio della Regione Abruzzo. I lavori si sono aperti con il tradizionale tocco della campana e con la proiezione di una simulazione sugli effetti di un’esplosione atomica, introduzione che ha dato la misura della gravità del tema affrontato. Sotto la presidenza del generale Federico Sepe, presidente nazionale Unuci, e dopo i saluti dei referenti territoriali Michele Capomacchia ed Eugenio Galassi, il convegno ha proposto contributi di taglio scientifico sulle ricadute sanitarie di un conflitto nucleare. Al centro dell’analisi l’intervento del dottor Michele Di Paolantonio, presidente dell’IPPNW (organizzazione insignita del Nobel per la Pace), che ha illustrato i contenuti della risoluzione dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’impatto di una guerra atomica, sottolineando l’impossibilità per i sistemi sanitari di far fronte a uno scenario di tale portata. Approfondimenti sono giunti anche dai contributi dell’ex presidente dell’Asi Enrico Saggese e dalla lectio magistralis del professor Mariano Bizzarri, presentati rispettivamente dall’ingegner Falini e da Nadia Ettore. Accanto alla riflessione scientifica, spazio al coinvolgimento delle nuove generazioni con la premiazione del concorso Lions “Un Poster per la Pace 2025”, dedicato al tema “Uniti in una sola cosa”. Premiati ex aequo gli studenti dell’Istituto comprensivo Campli-Civitella, autori di elaborati grafici incentrati sulla convivenza e sulla cooperazione tra i popoli. Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre avviata una raccolta fondi, attraverso la fondazione LCIF, destinata ai bambini di Gaza e dell’Ucraina. Elevata la partecipazione del pubblico, sia in presenza sia in collegamento, a testimonianza di un interesse diffuso su un tema che intreccia sicurezza globale, tutela della salute e responsabilità collettiva. Un confronto che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole contribuire a mantenere alta l’attenzione sul valore della pace e sulla necessità di un impegno condiviso che parta dalla conoscenza.

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