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marcozziA distanza di qualche mese torniamo ad aggiornarVi sulle vicende del rinnovo delle cariche presso la Camera di Commercio di Teramo. Lo scrive il presidente dell'Api, Alfonso Marcozzi. Nonostante i nostri richiami al cambiamento, all’alternanza, alla discontinuità, non abbiamo scalfito il sodalizio conservatore della Camera di Commercio di Teramo, dopo le ns denunce sulla illegalità del 4° mandato per il Presidente e per i componenti della Giunta Camerale, il Sig. Gloriano Lanciotti, viene nominato presidente della CCIAA di Teramo IN TOTALE DISPREGIO DELLA SENTENZA DEL TAR CALABRIA N. 00444/2015, SEZ. STACCATA DI REGGIO CALABRIA, DELLA SENTENZA TAR DELLA CAMPANIA N. 00275/2016, SEZ. STACCATA DI SALERNO, DELLA SENTENZA TAR PER LA LOMBARDIA N. 00514/2016, DELLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO, TUTTE SENTENZE CHE IN MANIERA CHIARA E NETTA HANNO RIBADITO CHE IL QUARTO MANDATO NON PUO’ ESSERE SVOLTO. LA NORMA, IL DECRETO LEGISLATIVO N. 23/2010, ALL’ARTICOLO 14 COMMA 2 RICORDA: La giunta dura in carica cinque anni in coincidenza con la durata del consiglio e il mandato dei suoi membri è rinnovabile per due sole volte. .............................. IL SIG. LANCIOTTI E’ AL QUARTO MANDATO. Lo stesso Lanciotti aveva incaricato un avvocato, con determina della CCIAA di Teramo del 21 settembre 2015, per un parere pro-veritate nel merito, chiaramente in evidente conflitto di interessi; parere di cui non ci è dato a sapere nonostante le nostre richieste. Orbene, nel torpore generale che ci attanaglia, ci si chiede: oltre alla incompatibilità per Legge, cosa ha a che fare un Direttore di Associazione con la carica di Presidente atteso che la Camera di Commercio è retta dai contributi delle imprese, quindi degli imprenditori?Non ci risulta che il sig. Lanciotti sia un imprenditore. All’interno dell’attuale Consiglio Camerale non esiste un imprenditore che possa assolvere alla funzione di presidente, anche se per tempo limitato, vista la svendita della CCIAA di Teramo a L’Aquila? Quelle stesse associazioni che in maniera riservata condividono la nostra stessa posizione è ora che ci mettano la faccia e proporre un ricorso al TAR Abruzzo. Noi ci siamo. La vittoria è scontata visti i numerosi pronunciamenti nel merito testé richiamati. Bisogna chiudere una partita che si è prolungata fin troppo, chiude il Presidente dell’API Teramo.