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antonio forlini21Debiti e personale restano al centro del dibattito sulla gestione del Ruzzo. Sono stati questi i temi a caratterizzare il confronto durante l'assemblea di ieri mattina alla quale hanno partecipato i vertici dell'azienda acquedottistica e i sindaci dei comuni serviti. Il presidente Antonio Forlini ha illustrato in sede ufficiale la risposta alle contestazioni mossegli nelle settimane scorse dalla lista civica "Teramo 3.0" e alle quali aveva già pubblicamente replicato. L'occasione, però, è servita al sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, che rappresenta l'azionista di maggioranza relativa della società pubblica, per rilanciare le richieste di chiarimento in particolare sul personale interinale (come segnalato da certsatampa)e sottolineare i dati di bilancio secondo lui più preoccupanti. «La trasmissione degli atti tra l'azienda e gli enti che ne fanno parte deve essere più fluida», sottolinea, «perché altrimenti si può coltivare la cultura del sospetto». D'Alberto specifica che non ci sono preconcetti da parte sua sulla dirigenza del Ruzzo e si dice disinteressato alle «guerre interne su passata e attuale gestione». Evidenzia, però, di non aver ricevuto finora adeguate spiegazioni sulle modalità di reclutamento e sulla gestione dei lavoratori interinali. «Sono 79 su circa 280 dipendenti, una quota significativa e in costante crescita negli ultimi anni», afferma, «il loro utilizzo va chiarito come il sistema di selezione che non può prescindere da una procedura pubblica per l'individuazione dell'agenzia che fornisce il personale». D'Alberto chiede un impegno certo anche sul piano di rientro dal debito nei confronti dei Comuni. «Dobbiamo avere 3,6 milioni di euro», afferma, «non vogliamo avviare azioni di rivalsa, ma i tempi di restituzione deve essere congrua con i bilanci degli enti».

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