Sarà il sopralluogo previsto per domani mattina nel cantiere di Castiglione Messer Raimondo uno dei passaggi chiave dell’inchiesta sulla morte di Renato Zinilli, l’operaio di 66 anni deceduto mercoledì mentre stava lavorando alla ristrutturazione di un edificio privato. La Procura ha aperto un fascicolo e ha già iscritto alcuni nomi nel registro degli indagati, con l’ipotesi di omicidio colposo. L’area di lavoro è stata posta sotto sequestro dai carabinieri su disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha affidato la custodia giudiziale al sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole. L’obiettivo degli accertamenti è ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e verificare l’eventuale presenza di responsabilità di terze persone. Secondo una prima ricostruzione, Zinilli si sarebbe trovato su un mezzo da lavoro quando avrebbe accusato un malore, cadendo al suolo. Tuttavia l’autopsia, eseguita venerdì pomeriggio dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra su incarico della pm Silvia Scamurra, non ha fornito risposte definitive sulle cause del decesso. L’esame non ha escluso in maniera netta l’ipotesi di una morte per cause naturali, rendendo necessari ulteriori approfondimenti medico-legali che verranno effettuati nei prossimi giorni. Per questo la salma non è stata ancora riconsegnata ai familiari. Nel corso del sopralluogo di domani, magistrati e investigatori cercheranno di individuare il punto esatto da cui l’operaio sarebbe caduto e di chiarire la dinamica dell’incidente, anche alla luce delle fratture alla testa emerse dall’esame autoptico. Al centro delle verifiche anche il rispetto delle norme di sicurezza, le mansioni svolte dalla vittima e chi si trovasse con lui al momento dell’accaduto. Gli indagati sono persone collegate alla ditta edile della Valfino per cui Zinilli lavorava: si tratta di un atto dovuto, finalizzato a consentire lo svolgimento di accertamenti irripetibili. Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Bisenti e al Nucleo ispettorato del lavoro. La famiglia dell’operaio si è affidata all’avvocato Michele Di Giuseppe, nominando come consulente di parte il medico legale Michele Farinacci. Residente a Teramo ma originario di Nerito di Crognaleto, Renato Zinilli era prossimo alla pensione ed era molto legato al suo paese d’origine. La sua morte ha suscitato profondo cordoglio tra colleghi, amici e compaesani, che attendono ora di conoscere la verità su quanto accaduto.

