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La comunità si raccoglie nel dolore per la scomparsa di Italia Palucci, nata a Teramo il 4 marzo 1916. Con lei se ne va un prezioso frammento di memoria collettiva, testimone diretta di oltre un secolo di storia. Ultima di nove figli, portava tre nomi scelti dal padre — Italia, Vittoria e Trieste — carichi di significato. Erano gli anni in cui l’Italia celebrava la vittoria sugli austriaci e il ritorno di Trieste alla madrepatria: una scelta simbolica che ha accompagnato tutta la sua lunga esistenza. Aveva sposato Francesco Pace, geometra del Genio Civile di Teramo. Dal loro matrimonio sono nati cinque figli, tra cui il pittore Marco Pace. Attorno a lei è cresciuta una famiglia numerosa e affettuosa: nove nipoti e sei pronipoti, che oggi ne custodiscono l’eredità umana e morale. Formatasi come ricamatrice all’istituto Gemma Marconi, Italia Palucci ha lasciato anche un segno tangibile della sua abilità artigianale. A soli diciannove anni realizzò una tovaglia per l’altare della Cattedrale di Santa Maria Assunta, ancora oggi utilizzata nel giorno di San Berardo, patrono della città. Un’opera che continua a vivere nel cuore delle celebrazioni religiose teramane. Accanto alla maestria nel ricamo, coltivò anche la scrittura: ha lasciato un diario in cui ha raccolto ricordi personali e testimonianze dirette degli eventi che hanno attraversato gran parte del Novecento e l’inizio del XXI secolo, offrendo uno sguardo autentico su un’epoca di profondi cambiamenti. Con la sua scomparsa resta un vuoto nella comunità che l’ha conosciuta e stimata. 

I funerali saranno celebrati domani, giovedì 12 febbraio, nella chiesa del Carmine, alle ore 15.