Respirava ancora, quando l’hanno trovato impiccato nella sua cella, a Castrogno. Soccorso immediatamente e portato al Mazzini, è stato ricoverato in rianimazione, dove si è spento qualche ora dopo. Romano, poco più che trentenne, con un passato di tossicodipendenza, è l’ennesimo suicidio nel carcere teramano, segnale di una situazione che continua a pretendere interventi decisi. Al di là delle manifestazioni solidali, delle visite politiche, dei progetti di integrazione, le cronache continuano a raccontare di un sovraffollamento ormai cronico e di un continuo trasferimento di detenuti comuni da Roma, fino a determinare una condizione di difficile coabitazione tra le varie etnie. La morte del detenuto trentenne riaccende i riflettori sulla necessità di aprire un dibattito serio sul “caso Castrogno”.

