
Dopo circa un anno e mezzo di stop e di battaglie legali, è stato eseguito il provvedimento di abbattimento, tramite tramite scarica elettrica, di trenta maiali allevati in una struttura abruzzese. A intervenire sono stati i carabinieri del Nas di Pescara, i militari forestali del Nipaf e il personale veterinario della Asl, che hanno proceduto prima al sequestro degli animali e ora alla loro soppressione. I capi, come detto, sono stati uccisi tramite scarica elettrica e successivamente trasferiti a Latina per le operazioni di smaltimento. Nessuna possibilità di salvarli: la normativa entrata in vigore nel 2022, introdotta per contrastare i furti negli allevamenti e il fenomeno della cosiddetta “mafia dei pascoli”, impone l’abbattimento degli animali privi di tracciabilità. Proprio l’assenza di registrazione e l’impossibilità di risalire alla provenienza dei suini aveva portato al loro sequestro in un allevamento di Raiano e poi la Asl ad ordinare la loro soppressione. Il proprietario dell’allevamento aveva però presentato ricorso al Tar, cercando di ottenere l’annullamento del provvedimento, ma senza fortuna.

