



Leggenda. Non esistono altre parole, per raccontare la sera del 5 marzo del 2006, vemt’anni fa esatti. Leggenda. Perché quella sera, sul palco del Teatro Comunale di Teramo salì uno dei giganti assoluti della musica contemporanea: Lou Reed. Un nome che racconta mezzo secolo di rock, poesia urbana e rivoluzione culturale. Ma quella sera non era New York, né Berlino o Londra. Era Teramo. E proprio per questo l’evento assunse immediatamente i contorni della leggenda. A rendere possibile quel concerto fu l’organizzatore teramano Emiliano “Eder” Di Serafino, che riuscì a portare in città uno degli artisti più influenti della storia della musica. Reed non era solo un cantautore: era il fondatore dei The Velvet Underground, il gruppo che negli anni Sessanta cambiò il linguaggio del rock, e l’autore di album entrati nella storia come Transformer, con brani iconici come Walk on the Wild Side. Eppure, tutto iniziò con una telefonata. «Il momento in cui arrivò la telefonata se volevo fare una data di Lou Reed a Teramo, ero in macchina. Dovetti accostare e respirare. Il sì che uscì dalla mia bocca non potrò mai dimenticarlo», ricorda oggi Di Serafino.
«Da lì iniziò tutta la fase organizzativa. Mettere insieme gli enti locali fu la prova più difficile, ma alla fine accadde». Non tutti, però, credevano che quel concerto si sarebbe davvero realizzato. «Molti erano scettici sulla possibilità che venisse davvero», racconta ancora l’organizzatore. «Infatti in tanti non comprarono il biglietto nei primi giorni di prevendita e rimasero fuori». Poi, arrivò: «Di quella sera ricordo il momento in cui scese dall’auto davanti al Comunale. La strada era transennata su entrambi gli accessi e c’erano decine di agenti oltre alla nostra security a tenere la gente. In quel momento era terminato un incubo per me». Prima del concerto ci fu anche l’incontro personale con il musicista. «Quando lo incontrai in camerino gli chiesi se stava bene e gli dissi che per me non aveva prezzo poter incontrare la colonna sonora della mia vita». Lui, guardò Emiliano e sorrise. Poi le luci si abbassarono. «Quel gesto di entrare in scena, imbracciare la chitarra, infilare la tracolla, salutare con un cenno il pubblico in delirio e le prime due note… sono fotogrammi che porto sempre con me». Il Teatro Comunale di Teramo era gremito. Tra platea e palchi c’era la sensazione diffusa di assistere a qualcosa di irripetibile: una leggenda del rock a pochi metri di distanza. un concerto straordinario, con un finale epocale quando Lou Reed tornò sul palco per il bis e attaccò con una delle sue immortali canzoni, il teatro esplose. «Il bis con “Sweet Jane” fu l’apoteosi». Vent’anni dopo, quella notte resta uno degli eventi musicali più importanti mai ospitati a Teramo. Una di quelle serate che trasformano per qualche ora una città di provincia nel centro del mondo. Altre volte, in questi anni, avremmo sentito parlare di “evento straordinario”, o magari di “data epocale”, o di “concerto irripetibile”, ma chi c’era quella sera di vent’anni fa… sa come è fatta una leggenda.
(Le foto - belissime - che accompagnano questo ricordo sono di Armando Di Antonio)

