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Screenshot_2026-03-10_alle_04.05.30.pngAvrebbe utilizzato le banche dati dell’Agenzia delle Entrate per recuperare informazioni riservate su cittadini e imprese, poi fornite a società private. Per questo la Corte dei Conti dell’Aquila ha condannato un ex funzionario dell’amministrazione finanziaria, Giovanni Frasca, 61 anni, in passato in servizio nella sede operativa di Pescara, a risarcire allo Stato oltre 40 mila euro. La vicenda, raccontata dal Messaggero oggi in edicola, ha origine da un’indagine penale avviata nel 2020, che aveva fatto emergere un sistema di consultazioni irregolari delle banche dati fiscali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2015 e il 2016 il funzionario avrebbe effettuato numerosi accessi ai sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate per ottenere informazioni su situazioni patrimoniali e fiscali di privati cittadini e aziende. In cambio delle consultazioni abusive, l’uomo avrebbe ricevuto compensi fino a cinque euro per ogni nominativo verificato. Gli accertamenti hanno portato alla luce circa 1.500 interrogazioni effettuate nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate, con picchi di centinaia di accessi in alcuni periodi. Per gli stessi fatti l’ex dipendente aveva patteggiato tre anni per corruzione e accesso abusivo a sistema informatico.