Indagato… al cimitero. È un caso singolare, nato da un disallineamento burocratico, quello che coinvolge una Procura abruzzese, che ha iscritto nel registro degli indagati un… morto. È successo a Sulmona, dove il consigliere comunale di Roccaraso Maurizio Silvestri ha ricevuto la notifica di un atto giudiziario a suo nome, solo che l’ingegnere non è più in vita dal 30 gennaio scorso. L’atto è un avviso di garanzia relativo a un presunto abuso edilizio. Secondo l’ipotesi accusatoria, nel ruolo di direttore dei lavori avrebbe autorizzato interventi non conformi, tra cui l’apertura di due porte-finestre in un edificio, senza i necessari permessi. L’atto, però, è stato emesso al termine delle indagini preliminari quando il professionista era già morto. Sarà ora il legale, come racconta il Messaggero, a depositare il certificato di morte, passaggio necessario per archiviare definitivamente il procedimento. Con ogni probabilità, al momento dell’emissione dell’avviso, il decesso non risultava ancora registrato negli uffici competenti, un ritardo che può verificarsi nella trasmissione delle informazioni tra enti.

